video suggerito
video suggerito

Verdiana, figlia di Enrica Bonaccorti: “A febbraio l’emorragia. Le ho parlato finché non è volata via da me”

Ospite della puntata pasquale di Verissimo è stata Verdiana Pettinari, la figlia di Enrica Bonaccorti. La giornalista racconta gli ultimi giorni trascorsi insieme alla madre, da lei stessa definiti surreali, insieme al dolore della perdita.
A cura di Ilaria Costabile
0 CONDIVISIONI
Immagine

Ospite della puntata di Verissimo di domenica 5 aprile è stata Verdiana, la figlia di Enrica Bonaccorti, scomparsa il 12 marzo. La giornalista racconta le ultime ore trascorse insieme a sua madre, ringraziando per l'unicità di quei momenti e per l'affetto ricevuto in un periodo così difficile e dal quale, con fatica, sta provando a riemergere.

"Mamma improvvisamente ha avuto un'emorragia"

Verdiana Pettinari abbassa un attimo i suoi grandi occhi verdi prima di provare a spiegare come si senta, cosa provi dopo circa un mese dalla scomparsa di sua madre: "Non lo so. Sono sospesa, sono piena di lei, ovunque. Credo di dover ancora un po' capire, abituarmi non so, credo di dover imparare una nuova vita forse. Vivevamo anche nella stessa casa". A gennaio la conduttrice era stata a Verissimo per l'ultima volta e parlando con Silvia Toffanin aveva detto di dover continuare la terapia, ma di non soffrire, poi qualcosa è precipitato:

Improvvisamente il 18 febbraio ha avuto un'emorragia, abbiamo preso l'ambulanza, è stata ricoverata, è stata operata. In quella notte infernale avevo capito che non era scontato che lei uscisse da quella operazione, ha perso tanto sangue, non capivo niente, ho solo abbracciato il chirurgo gli ho detto "fai un buon lavoro". È uscita, si era ripresa, mi aveva chiesto di continuare a scrivere il suo libro, era molto ligia nelle sue cose. Lei mi dettava io scrivevo, stava meglio, facevamo progetti. L'11 marzo c'era la presentazione dell'altro libro e il 12 è volata via.

Gli ultimi giorni trascorsi con sua madre Enrica

Il racconto di Verdiana continua, ricordando quei giorni che lei stessa definisce "surreali", perché lontani nel tempo e forse anche nello spazio, in una dimensione che ha permesso a madre e figlia di unirsi ancor di più, di rafforzare quel rapporto simbiotico che già esisteva e che era stato fondamentale in questi anni per entrambe:

Mi sono trasferita in clinica 22 giorni. Sono stati venti giorni surreali, quando si dice il tempo, la qualità, siamo state davvero molto vicine, molto amiche, abbiamo condiviso quello che lei voleva condividere, è stato un tempo meraviglioso. Parlava di dover mettere a posto le cose, che non ce la faceva a rispondere a tutte le telefonate, dopo la terapia intensiva si è svegliata e ha iniziato a chiamare persone che non sentivamo da anni, mi sono resa conto che aveva una consapevolezza enorme. Quella sera in clinica mio figlio ha fatto una sorpresa a mamma, sono stati insieme tante ore. Lui ama cantare, li ho sentiti cantare. È stato un ultimo incontro senza volerlo meraviglioso. Mio figlio cerca di essere lui l'uomo di casa. 

La giornalista, poi, sottolinea come l'affetto ricevuto dalla madre sin da quando ha annunciato pubblicamente di avere un tumore è stato salvifico: "Tutto questo le ha fatto di un bene. Era anche imbarazzata, come lo sono io. Si è meritata tutto e sempre di più mi rendo conto di che donna incredibile è, è una grande responsabilità e spero di renderla sempre fiera". 

Un dolore, quello della scomparsa, con cui Verdiana sa già di dover imparare a convivere: "È la spina dorsale che mi si spezza, però so che dobbiamo rimanere dritte", per poi raccontare con estrema delicatezza il cammino che ha fatto per accompagnare la sua mamma negli ultimi istanti di vita, il passo più difficile di tutti quelli fatti insieme:

Si è spenta piano piano, è stata una notte un po' magica, spirituale. Ho avuto la fortuna di avere al mio fianco una persona esperta nell'aiutare in questi momenti, mamma se n'è andata alle 7:30 di mattina, questa signora mi ha detto "se tu non la lasci andare non se ne va, non ti molla se tu non sei pronta a lasciarla". Io le ho parlato e lei un'ora dopo in maniera dolce è volata via, le ho detto "va bene ti lascio andare, non era giusto continuare a tenermela vicina" e così è successo. Abbiamo respirato fino all'ultimo insieme, le ho fatto capire che ce la facevo.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views