Tragedia in Svizzera, Guy Chiappaventi in lacrime in diretta al Tg La7: “Scusatemi, è una strage di ragazzi”

L'incendio che ha devastato il locale La Constellation di Crans-Montana, nel Canton Vallese svizzero, ha spezzato almeno 47 vite e lasciato oltre cento persone ferite e ustionate. Un bilancio che si fa ancora più insostenibile quando si scopre che la maggior parte delle vittime erano adolescenti, ragazzi tra i sedici e i vent'anni che stavano festeggiando l'arrivo del nuovo anno.
Il crollo emotivo del giornalista
Durante il collegamento con l'edizione delle 20 del Tg La7 di giovedì 1 gennaio, Guy Chiappaventi, inviato esperto con decenni di cronaca alle spalle, non è riuscito a trattenere l'emozione. Mentre riferiva i dettagli della tragedia da Crans-Montana, la voce gli si è spezzata.
"È la strage di Capodanno ed è una strage di ragazzi, tra i sedici e i vent'anni", ha detto il cronista prima che le parole iniziassero a venirgli meno. Poi, consapevole di ciò che stava accadendo, ha chiesto perdono ai telespettatori: "Vi prego di scusarmi, adesso riprendo". Un momento che ha mostrato il peso umano di chi racconta tragedie di questa portata, il costo emotivo del dover dare i numeri di una carneficina che ha colpito vite appena iniziate.
La solidarietà del pubblico
Sui social network sono arrivati centinaia di messaggi di comprensione verso il giornalista. "L'ho visto in diretta mi si è stretto il cuore, che dolore, che inizio di anno orribile", ha scritto un utente. Altri hanno espresso rispetto per quella fragilità mostrata senza filtri: "Onore alla sua sensibilità".
I commenti riflettono lo sgomento collettivo davanti a una tragedia che ha strappato via decine di giovani nel momento in cui stavano celebrando l'inizio del 2026. "La morte peggiore per dei giovani innocenti. Una disgrazia senza senso inaccettabile", recita uno dei messaggi più condivisi.
Guy Chiappaventi ha passato la carriera a documentare eventi drammatici, eppure davanti all'enormità di questa strage – ragazzi della stessa età dei propri figli, nipoti, studenti – anche l'esperienza ha ceduto il passo all'empatia.