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Tommaso Cerno da Marzullo, prove tecniche per Domenica In: “Quando Sorrentino parla agli italiani è il migliore”

Tommaso Cerno ospite a Cinematografo parla del futuro di Sorrentino e delle polemiche di Venezia. Sono prove tecniche di un futuro sempre più spazioso in Rai.
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Non è passato inosservato Tommaso Cerno, direttore del Tempo, ospite nella serata di ieri a Cinematografo, storico programma della notte di Gigi Marzullo.Non è passato inosservato perché in qualche modo è un anticipo di quello che sarà, di quello che potrebbe essere, il futuro del direttore giornalista nel servizio pubblico. Le voci si moltiplicano: avrà una striscia su Rai3? Uno spazio a Domenica In col benestare di Mara Venier? Intanto, ieri sera, a Cinematografo ha detto la sua sulla Mostra e sulle polemiche: "L'arte è libertà di pensiero e non conformismo o adesione a qualunque battaglia politica, anzi deve essere una forma di rivendicazione di libertà degli attori e dei registi. Io mi aspetto da Venezia la capacità di essere più alta del nostro dibattito quotidiano". Un modo per sedare le polemiche su Gaza delle ultime ore, che hanno portato alla mancata partecipazione di Gal Gadot e Gerard Butler, perché di posizioni filo-israeliane.

Le parole di Cerno su Paolo Sorrentino

Ma è soprattutto su Paolo Sorrentino che Tommaso Cerno trova una chiave per segnalarsi e farsi riprendere. Sul fatto che "La Grazia", suo ultimo film con Toni Servillo protagonista, lasci stare l'estetica e abbracci lo spazio del sentimentale – cosa che pare unisca tutti i principali critici al momento, Cerno dice:

È sempre una grande incognita per me, Sorrentino. Quando vedo qualcosa che non mi convince, ho sempre paura di dirlo perché è un grande dell'Italia. Quando si toglie l'idea di dover essere per forza Fellini, è meglio di Fellini. Quando tira fuori il sentimento, quando diventa italiano, quando fa Sorrentino e c'è una trama che ti conduce non soltanto con gli occhi, diventa grande.

"Sorrentino, l'italiano che parla agli italiani"

Tommaso Cerno prosegue la sua critica con un'analisi ancora più specifica, parlando di "un italiano che parla agli italiani": "Rispetto alla parte estetica, che per me è una grande incompiuta, "la mano di Dio" e questo film potrebbero dirci dove va Sorrentino. Perché se Sorrentino diventa un italiano che parla come gli italiani forse è il più grande regista del momento. Anche se a me lascia sempre l'inquietudine di non aver capito". 

Gaza e la responsabilità del Festival

Sulla questione delle polemiche legate al conflitto mediorientale, Cerno spiega:

Questo è giusto. Tutti vediamo gli orrori di Gaza, ma questo non significa che esisti un'unica verità e che qualcuno meriti di essere cacciato. Ben vengano i dibattiti, e siano planetari, ma con correttezza. Qualche regista ha ritirato la sua firma dall'appello perché ha capito che forse c'era una strumentalizzazione. Venezia non è il luogo delle strumentalizzazione. Sia palco degno di quelle battaglie, rispettoso di quelle sofferenze, non solo per far parlare di sé.

Insomma, una presenza a 360 gradi quella di Cerno a Cinematografo che non farà altro che alimentare le speculazioni su un possibile sbarco con uno spazio suo più grande all'interno del servizio pubblico.

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