South Park cambia nome in South America: la parodia dei rinomini di Donald Trump

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South Park cambia nome in South America: i creatori del cartone animato rispondono ai rinomini geografici di Donald Trump e Paramount. La stagione 29 debutta il 16 settembre su Comedy Central.

La serie animata più longeva della televisione americana non si chiama più South Park. Si chiama South America. Trey Parker e Matt Stone hanno annunciato il cambio di titolo a otto giorni dal debutto della ventinovesima stagione, prevista per il 16 settembre su Comedy Central e in streaming su Paramount+. Non è un rebranding, ovviamente. È una presa in giro, e il bersaglio ha nome e cognome: Donald Trump.

La motivazione ufficiale: "ispirati dal coraggio di Apple e Google"

Nel testo diffuso dalla produzione, i due autori spiegano di essere stati "ispirati dal coraggio e dal patriottismo di Apple e Google" nel decidere la nuova denominazione. Poi ringraziano la casa madre, Paramount, definita nell'occasione "una Skydance Capitulation": un gioco di parole intraducibile che sostituisce "Corporation" con "capitolazione" e che punta dritto alla fusione con Skydance e alla resa dello studio davanti alle cause legali della Casa Bianca.

Alla domanda su quanto durerà il nuovo nome, la risposta è stata una sola riga: "Siamo impegnati al 100% con SOUTH AMERICA". Nessuno, naturalmente, sa se la gag reggerà oltre le prossime settimane. Il poster diffuso insieme al comunicato mostra il cartello stradale della cittadina immaginaria del Colorado con un adesivo appiccicato sopra: AMERICA.

Il lago che ha cambiato nome e le mappe che si sono adeguate

Per capire la battuta serve tornare al 27 agosto, quando Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che ribattezza il lago Ontario in Lake America, con effetto immediato sui registri federali e trenta giorni di tempo al Dipartimento degli Interni per aggiornare il Geographic Names Information System. La mossa è arrivata nel pieno delle tensioni commerciali con il Canada.

Il seguito è stato rapido. Google Maps ha iniziato a mostrare Lake America agli utenti statunitensi già dal sabato successivo, applicando la stessa policy usata a suo tempo per il Golfo del Messico diventato Golfo d'America. Apple ha fatto lo stesso il 1° settembre: negli Stati Uniti si legge Lake America, in Canada resta Lake Ontario, nel resto del mondo compaiono entrambi i nomi. Il direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung, ha celebrato l'aggiornamento su X. Stesso discorso anche per il Golfo del Messico, diventato Golfo d'America.

Da Venezia lo stesso bersaglio, con parole diverse

Mentre a Los Angeles Parker e Stone lavoravano di sarcasmo, al Lido di Venezia la 83esima Mostra del cinema stava già facendo lo stesso lavoro con altri mezzi. L'edizione diretta da Alberto Barbera, aperta il 2 settembre con Ink di Danny Boyle e in chiusura il 12, è stata raccontata dalla stampa internazionale come la più politica degli ultimi anni: Gaza con il documentario Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor, il caso Dau con le proteste di Kiev, l'appello di Venice4Palestine firmato tra gli altri da Annie Ernaux, Roger Waters e Matteo Garrone, e persino un documentario fiume dedicato a Elon Musk.

Il momento più citato resta però la conferenza stampa di George Clooney, arrivato al Lido per ritirare il Leone d'oro alla carriera. Senza pronunciare una sola volta il nome del presidente, l'attore ha usato un termine da dizionario: "C'è una parola fantastica, cacocrazia, che indica un Paese governato dalle persone meno qualificate". Poi ha aggiunto che il momento è sfortunato ma passerà, indicando nelle elezioni di midterm di novembre e nel voto del 2028 il ritorno a una condizione di normalità.

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