Sigfrido Ranucci contro tutti dopo Filorosso: la replica a Nerazzini, Mottola e Bellavia

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Sigfrido Ranucci risponde a Nerazzini, Mottola e Bellavia dopo il servizio di Filorosso sul caso Lavitola. Antonino Monteleone condivide il post: “C’è serenità, diciamo”.

Il servizio è andato in onda ieri sera, la risposta è arrivata stamattina. E non ha un solo bersaglio. Sigfrido Ranucci ha scelto i social per replicare a Filorosso, il programma condotto da Antonino Monteleone, che nell'ultima puntata ha dedicato ampio spazio al caso Lavitola e ha dato voce a tre uomini che con Report hanno condiviso anni di lavoro: Alberto Nerazzini, ex collaboratore della trasmissione, il commercialista Gian Gaetano Bellavia, ex consulente, e Giorgio Mottola, inviato di Report e neo-opinionista di Di Martedì.

Ranucci attacca e mette in fila la catena di comando del programma, dal conduttore al capostruttura Giuseppe Malara, che aveva già menzionato in un precedente scontro dialettico con uno degli inviati del programma, fino al direttore Paolo Corsini. Sul caso Lavitola, come apprende Fanpage.it, Ranucci liquida il servizio come "una serie di falsità". Quindi passa ai tre ex compagni di strada, uno alla volta.

Nerazzini e le inchieste che non sono andate in onda

Il primo è Alberto Nerazzini. Secondo quanto riferito da Ranucci, in trasmissione avrebbe messo in discussione il suo profilo politico e lo avrebbe accusato di avergli censurato tre inchieste. Il conduttore di Report rivendica prima di tutto la libertà di indagare in ogni direzione, sinistra compresa, e poi respinge l'accusa: "Non ho mai censurato nessuno, anzi ho difeso ogni prodotto dei miei inviati, qualsiasi partito coinvolgesse: pago anche per questo".

Il primo caso citato riguarda un lavoro su una palazzina milanese. Ranucci spiega di non averlo acquistato perché la Rai, per contratto, lo aveva già pagato, e di aver agito da dirigente per evitare guai sia all'azienda sia allo stesso Nerazzini. "Di questo ho prove e testimonianze", aggiunge. Il secondo episodio tocca un'inchiesta su alcuni istituti religiosi. Qui Ranucci racconta che Nerazzini avrebbe voluto lasciar intendere che la Procura di Milano non avesse voluto indagare i frati per autoriciclaggio. Una scelta che il conduttore definisce un errore, per una ragione tecnica: quel reato è entrato nel codice penale dopo i fatti contestati. Ricorda inoltre che i frati sono stati assolti il 17 maggio 2019 dal Tribunale di Milano, con la sentenza n. 6368/2019, passata in giudicato.

Poi la frase più tagliente, riguardo collette organizzate dal gruppo di Report per ricomprare a Nerazzini l'attrezzatura di produzione risultata rubata in diversi furti. E si ferma lì: "preferisco tacere".

Mottola, il doppio ruolo e i 330mila euro l'anno

Con Giorgio Mottola il terreno dello scontro è il ruolo di Ranucci, autore e conduttore allo stesso tempo. Mottola ha richiamato una direttiva dell'ex direttore generale Luigi Gubitosi che vieterebbe a un direttore di assegnarsi la conduzione. La risposta parte da un precedente: lo stesso doppio ruolo, osserva Ranucci, è stato ricoperto per vent'anni da Milena Gabanelli.

Poi l'affondo: "Mottola non sa di cosa parla". Secondo il conduttore, quella direttiva nasceva per impedire a un direttore di ottenere vantaggi economici attraverso una conduzione autoassegnata. Nel suo caso, sostiene, è accaduto il contrario: nel 2016 la nomina a conduttore arrivò dall'allora direttrice di Rai 3 Daria Bignardi, nel 2020 da Franco Di Mare, mentre l'incarico di vicedirettore ad personam sarebbe stato svolto a titolo gratuito, senza indennità.

Ranucci aggiunge che il suo doppio ruolo non avrebbe mai frenato Mottola, andato in onda più volte con inchieste che, scrive, gli sono costate attacchi durissimi dalla politica. E chiude citando la cifra che ha fatto già discutere, quella degli incassi spiattellata in prima pagina anche da una inchiesta del Tempo, gli ormai noti 330mila euro.

L'ultimo nome è quello di Gian Gaetano Bellavia, che a Filorosso avrebbe invitato Mottola a realizzare un'inchiesta su Ranucci una volta chiarita la vicenda Lavitola. La replica è in due parole: "Ben venga".

Ma il conduttore rilancia. Dopo l'attentato, leggendo l'ordinanza, avrebbe scoperto di essere stato intercettato insieme a tutte le persone a lui vicine. In quegli atti, sostiene, Bellavia potrà trovare traccia di quanto Ranucci si sia speso per difenderlo dalle accuse di spionaggio arrivate dai giornali del gruppo Angelucci, comprese quelle che Luca Barbareschi gli aveva rivolto in trasmissione. E di quanto abbia insistito per realizzare l'inchiesta più completa possibile sul suo caso, "contrariamente a quanto gli hanno fatto credere".

Monteleone: "C'è serenità diciamo"

La controreplica di Antonino Monteleone è arrivata in forma minima. Il conduttore ha condiviso il post di Ranucci accompagnandolo con un commento di tre parole: "C'è serenità diciamo". Intanto, secondo quanto rilevato nell'ultima puntata, i numeri cominciano a dare ragione al programma, almeno sul piano degli ascolti: la puntata di ieri ha fatto crescere lo share dal 2,7% al 3,1%. Un segnale che il caso Ranucci, con le sue ramificazioni interne a Report, continua a trascinare pubblico. Resta da capire se Nerazzini, Mottola e Bellavia sceglieranno di rispondere a loro volta, o se lo faranno direttamente dagli studi di Filorosso nella prossima puntata.

Dal caso Lavitola alla guerra tra ex

Le considerazioni da fare a questo punto sono molteplici, ma prima bisogna tornare alla notte del 16 ottobre 2025 per avere il quadro completo. Quando, cioè, un ordigno è esploso davanti alla casa di Ranucci a Campo Ascolano e ha distrutto la sua auto. A fine giugno di quest'anno l'inchiesta ha portato ai primi quattro arresti. A inizio luglio è stato indagato Valter Lavitola, ex editore dell'Avanti! e figura nota delle cronache dell'era Berlusconi, poi arrestato il 10 agosto come presunto mandante, con la contestazione del metodo mafioso. Lavitola si dichiara innocente e insiste sull'amicizia di lunga data con il giornalista. È proprio quel legame, raccontato nei dettagli di frequentazioni e telefonate, ad aver trasformato la vittima di un attentato in un bersaglio di polemiche. Ranucci, nel frattempo sospeso dalla conduzione di Report, ha annunciato un ricorso d'urgenza per il reintegro e ha sempre negato di aver avuto interessi negli affari dell'imprenditore. Dopo la puntata di Filorosso di ieri, però, gli attacchi arrivano diretti da quelli che sono stati, a questo punto, suoi ex collaboratori.

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