Sasso e la “pistola fumante”, la battuta fulminante di Barbara Floridia: “Detto da chi è nel partito di Pozzolo”
In politica le metafore vanno scelte con cura, soprattutto quelle balistiche. Rossano Sasso lo ha scoperto a L'Aria che Tira, durante un dibattito sull'educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Il deputato di Futuro Nazionale si è rivolto a David Parenzo con la foga di un procuratore nell'arringa finale: "Ho le prove, ho la pistola fumante David!". Barbara Floridia del Movimento 5 Stelle non ha perso l'occasione.
Il "Cavallo di Troia" tra i banchi
La posizione di Sasso, ex sottosegretario all'Istruzione, è netta. A suo dire la parte biologica della prevenzione è già affidata agli insegnanti e funziona. Il problema sarebbero i progetti sull'affettività, che secondo il deputato rischiano di diventare un "Cavallo di Troia" per far entrare nelle classi altro, cioè contenuti ideologici.
Per sostenere la tesi, Sasso ha citato casi di lezioni di alfabetizzazione LGBT affidate ad attivisti e rivolte a bambini di sei anni, senza che le famiglie ne fossero informate. È qui che è arrivata la frase destinata a fare il giro dei social, quella della pistola fumante. Un'espressione presa in prestito dai legal thriller, dove di solito anticipa la confessione del colpevole in aula.
La battuta di Floridia
Nel partito di Sasso, però, la parola "pistola" ha un peso particolare. Floridia ha colto il dettaglio al volo e ha risposto con una sola frase: "Pistola fumante da chi è nel partito di Pozzolo…".
Il riferimento è a Emanuele Pozzolo, il deputato coinvolto nello sparo della festa di Capodanno a Rosazza, nel Biellese. In quell'occasione un uomo rimase ferito e la vicenda ha segnato l'allontanamento di Pozzolo da Fratelli d'Italia. Insomma, Sasso ha commesso un bell'inciampo lessicale perché, in pochi secondi, quella battuta gli si è ritorta contro. Chiusa la parentesi ironica, il nodo resta. L'educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane divide da anni maggioranza e opposizione, destra e sinistra.
Le fazioni sono due: chi chiede il consenso informato delle famiglie unito a un perimetro rigido nel quale muoversi per proporre contenuti; chi invece considera questi percorsi uno strumento necessario per contrastrare bullismo, violenza di genere e discriminazioni. Le "prove" evocate da Sasso andranno verificate caso per caso: chi ha tenuto quelle lezioni, in quali istituti, con quale autorizzazione. Per ora dello scontro a L'Aria che Tira resta soprattutto la battuta di Floridia.