Roberto Sergio lascia la direzione generale della Rai il 30 settembre: gli scenari futuri tra Rossi ad interim e Simona Agnes
Roberto Sergio lascerà l'incarico di direttore generale della Rai il 30 settembre. La notizia, che riguarda uno dei vertici più esposti dell'azienda pubblica, apre uno scenario di ridefinizione degli equilibri interni proprio mentre si avvicina la stagione dei rinnovi ai vertici del servizio pubblico.
Sergio conferma l'addio alla poltrona romana ma non lascia del tutto la Rai: manterrebbe infatti il ruolo di direttore generale a interim di San Marino Rtv, l'emittente della Repubblica del Titano legata da tempo alla tv pubblica italiana. Secondo la sua ricostruzione, la nomina a San Marino non sarebbe legata al mandato romano e non risulterebbe in scadenza, poiché arrivata dal cda di Rtv e non dai vertici Rai. Un'interpretazione che, stando a quanto emerge, non troverebbe pieno accordo all'interno di viale Mazzini, dove si registrerebbero posizioni diverse sulla compatibilità dei due incarichi.
Sergio, arrivato alla direzione generale nella fase che ha consolidato l'attuale maggioranza di centrodestra in azienda, ha lavorato in tandem con l'amministratore delegato Giampaolo Rossi lungo l'intero mandato, scambiando con lui anche i ruoli due stagioni fa.
Cosa cambia per la Rai: il ruolo torna a Rossi
L'uscita di Sergio dalla direzione generale avrebbe una conseguenza diretta sugli assetti Rai: l'incarico tornerebbe nella disponibilità di Giampaolo Rossi, che dovrebbe indicare il nome del successore o valutare un accorpamento delle funzioni. Sergio era considerato espressione delle componenti vicine a Fratelli d'Italia e Lega nell'attuale governance, e la sua uscita riapre quindi la partita sugli equilibri politici interni al cda.
Gli scenari sulla presidenza
Sullo sfondo resta aperta anche la questione della presidenza Rai. Negli ultimi mesi il nome di Simona Agnes è stato accostato al ruolo di presidente, con un sostegno che sarebbe arrivato da ambienti vicini ad Antonio Tajani e Gianni Letta. Non è chiaro, al momento, quale posizione assumerà la Lega di Matteo Salvini rispetto a un possibile riassetto che vedrebbe Rossi rafforzare ulteriormente il proprio peso, cumulando di fatto le deleghe di amministratore delegato e, temporaneamente, di direttore generale.
Il contesto: i rapporti con Marano e lo scontro con Report
L'addio di Sergio arriva in un momento di rapporti descritti come tesi con il presidente Rai Antonio Marano, figura di garanzia scelta in una fase diversa degli equilibri politici. Negli ultimi mesi la gestione Sergio-Rossi è stata anche al centro delle tensioni legate al programma Report di Sigfrido Ranucci, così come di indiscrezioni – finora non confermate – su un possibile addio di Francesca Fagnani alla rete. Elementi che, nel loro insieme, restituiscono il quadro di un'azienda pubblica alle prese con un cambio ai vertici destinato a intrecciarsi con le prossime scadenze politiche, incluse le elezioni.