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Perché David Parenzo conduce L’Aria che Tira con un tutore: “La prima lezione dell’anno è non essere troppo bischeri”

Il conduttore de L’Aria che Tira apre la puntata del 7 gennaio con un vistoso tutore al braccio e rassicura i telespettatori: “La prima lezione dell’anno è non essere troppo bischeri, specie quando si arriva alla soglia dei 50 anni”.
A cura di Andrea Parrella
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David Parenzo apre L'aria che tira come ogni giorno, ma non è come ogni giorno. Il conduttore ha aperto la puntata del 7 gennaio con un vistoso tutore al braccio, cosa che ha voluto spiegare subito ai telespettatori, rassicurando tutti sulle sue condizioni di salute e lasciando chiaramente intendere l'entità dell'incidente che lo ha costretto in queste condizioni: "La prima lezione dell'anno è mai fare troppo i bischeri".

Parenzo con un tutore al braccio, le spiegazioni del conduttore

La puntata de L'Aria che Tira del 7 gennaio è la prima dopo la chiusura del periodo di festività e David Parenzo ha inaugurato questo periodo con un infortunio le cui conseguenze sono state immediatamente visibili agli spettatori del programma che accompagna gli spettatori di La7 fino all'edizione del Tg dell'orario di pranzo. Parenzo, dando il benvenuto ai telespettatori, ha spiegato subito cosa gli fosse accaduto: "Buongiorno e buon 7 gennaio, prima lezione dell'anno mai fare troppo i bischeri sulle piste da sci, specie quando si arriva alla soglia dei 50 anni. Ma non è questo il punto della puntata di oggi…". E così spazio agli argomenti caldi di questi primi giorni dell'anno, con l'attenzione pubblica che si è divisa tra la tragedia di capodanno a Crans-Montana e i fatti del Venezuela, dove il presidente Nicolas Maduro e sua moglie sono stati catturati dagli Stati Uniti.

Le assenze di Parenzo a L'Aria che Tira in questa stagione

Parenzo ha scelto di essere ugualmente presente in trasmissione, nonostante l'evidente tutore. Eppure non sono mancate le occasioni in cui il conduttore de L'aria che Tira si è assentato nel corso di questa stagione. Due le occasioni, la prima per i festeggiamenti dello Yom Kippur, la ricorrenza sacra del calendario ebraico, poi per gli impegni legati alla presentazione di un evento. A sostituirlo in entrambe le occasioni era stato il collega Gerardo Greco.

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