Olimpiadi invernali in tv a rischio, la redazione di Rai Sport proclama lo stato di agitazione

Mancano due settimane all'inizio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, ma l'assemblea dei giornalisti di Rai Sport si oppone alla gestione del lavoro e della redazione del direttore Paolo Petrecca esprimendo "fortissima preoccupazione per un piano di lavoro con molti punti deboli che dovrà essere necessariamente rivisto".
I giornalisti di Rai Sport contro le scelte del direttore Petrecca
In un documento votato a maggioranza, l'assemblea dei giornalisti di Rai Sport "contesta con forza le scelte del direttore Paolo Petrecca" in un momento delicato per la redazione del canale Rai dedicato allo sport che dovrebbe prepararsi a seguire uno degli eventi più attesi di questo inizio 2026, ovvero le Olimpiadi invernali. Nell'ordine di servizio si legge:
L'ordine di servizio che la direzione ha proposto penalizza i giornalisti di RaiSport mettendo in almeno 3 posizioni chiave colleghi della Tgr. Riconoscendo l'altissimo valore della Tgr e della collaborazione che fornirà per i prossimi Giochi Olimpici invernali, è inaccettabile che il direttore dica che a Milano (e quindi anche a Roma) non ci siano giornaliste con le ‘phisique du role' e che tra i colleghi di Milano non ci siano uomini all'altezza di condurre il tg olimpico. Dal punto di vista tecnico dopo anni e mesi di preparazione dell'evento non sappiamo ancora come interagiranno Milano e Cortina dalla cerimonia inaugurale in poi e in generale i mezzi previsti per coprire l'intera giornata sembrano insufficienti sia a Cortina sia a Livigno nel rispetto degli orari di lavoro dei colleghi operatori e tecnici.
La redazione contesta talent e collaboratori esterni
Nella nota si affronta anche la questione dei talent scelti come volti dei programmi del mattino, come nel caso di Barbare Pedrotti che il direttore ha indicato come esperta di sci, dalla redazione si legge: "crediamo che il pubblico meriti veri esperti di sport invernali". Inoltre i giornalisti contestano anche "l'uso spregiudicato" dei collaboratori esterni a cui sarebbero stati affidati ruoli solitamente assegnati a conduttori e inviati interni. E ancora:
Un conto è invitare figure esterne nel ruolo di opinionisti, altro è trasformare consapevolmente collaboratori esterni in conduttori e inviati della testata, perché Raisport prima che un genere rimane una testata giornalistica con un direttore che dovrebbe essere responsabile delle scelte di chi va in onda e del controllo dei profili di chi va in onda. Se un talent diventa conduttore o inviato (per noi scelta illegittima) è necessario poi approfondire perché si decida anche di potenziare l'immagine di questi soggetti legati anche a campagne pubblicitarie e sponsorizzazioni perfino di siti di scommesse, questione in aperta violazione del codice etico Rai.
Il direttore Petrecca già sfiduciato dai giornalisti
Non è la prima volta che Paolo Petrecca viene sfiduciato. Era già accaduto all'inizio del suo incarico da direttore di Rai Sport, a giugno 2025 aveva già ricevuto tre reclami da parte della redazione che per ben due volte ha bocciato la presentazione del piano editoriale. Petrecca, prima alla guida di Rai News, che ha lasciato lo scorso marzo, era stato sfiduciato anche in quel comparto dell'azienda. A determinare la sfiducia era stata la messa in onda di un titolo del Tg che lo scorso 20 febbraio annunciava l’assoluzione di Andrea Delmastro, il sottosegretario alla Giustizia che è stato invece condannato a 8 mesi per rivelazione di segreto d’ufficio, nell'ambito della vicenda che riguarda l’anarchico Alfredo Cospito.