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C'è posta per te 2026

“Non deve elemosinare amore”: i figli di Antonino a C’è posta per te fanno pace col padre ma non sono convinti

Antonino prova a ricucire il rapporto con i figli a C’è posta per te. La busta si apre, ma i due ragazzi non sembrano credere nella riconciliazione.
A cura di Stefania Rocco
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La seconda storia della puntata di C’è posta per te del 7 febbraio vede Antonino entrare in studio nel tentativo di recuperare il rapporto con i suoi figli, con i quali non parla da circa un anno. Antonino ha lavorato come allevatore di suini fino al 2011, anno in cui entra in crisi il rapporto con la moglie. I figli si schierano dalla parte della madre e, da quel momento, per circa sette anni i due coniugi continuano a vivere insieme, pur non essendo più una coppia. Nel 2019 Antonino conosce un’altra donna, se ne innamora e decide di dirlo alla moglie. Lascia quindi la casa familiare per andare a vivere con la nuova compagna. Il giudice stabilisce che l’uomo debba pagare un mutuo da 400 euro e 300 euro di mantenimento.

La storia di Antonino e la separazione dalla ex moglie

Antonino racconta di aver versato gli alimenti fino a due anni prima, quando scopre che la sua ex moglie ha intrapreso una relazione con un uomo che lui considerava il suo migliore amico. A quel punto decide di smettere di pagare. Da lì, l’uomo entra in una fase di forte depressione. Il figlio lo invita ad andare a vivere con loro e a trasferirsi, insieme alla nuova compagna, sullo stesso pianerottolo in cui vive la sua ex moglie con l’ex amico di Antonino, oggi suo nuovo compagno. Nonostante il tentativo di far funzionare questa complessa famiglia allargata, a un certo punto Antonino decide di tornare da solo in Sicilia. Da quel momento, i figli Giuseppe e Marialuisa smettono di parlargli.

La fragile pace tra Antonino e i figli

In studio, i figli confermano a grandi linee la versione del padre. Marialuisa sostiene però che Antonino non li abbia aiutati come avrebbe dovuto e aggiunge che il padre avrebbe provato a sottrarre loro la casa in cui abitavano. L’uomo si ribella a questo racconto e spiega di essersi fatto carico personalmente di molte delle loro esigenze, ma di non voler tornare su determinati argomenti. Ciò che gli interessa, chiarisce, è ricostruire un rapporto di vicinanza con i figli. Sia Giuseppe sia Marialuisa insistono sul fatto di aver tentato più volte di includere il padre nella loro vita, ma di essersi dovuti fermare di fronte alla sua discontinuità. “Mamma fa di tutto per noi. Tu perché non lo fai?”, gli chiede Marialuisa. Giuseppe sembra più propenso a chiudere la busta: “Quando ero più piccolo gli volevo bene, ma ne ha combinate troppe e i sentimenti sono cambiati”.

Entrambi i ragazzi sembrano inizialmente disposti ad aprire la busta, ma pongono una condizione: non vogliono che il padre diventi eccessivamente insistente nel tentativo di recuperare il rapporto. Quando decidono di chiuderla, Antonino li prega di aprirla e i due appaiono infastiditi. “Questo non lo vogliamo, non deve elemosinare il nostro amore”, dichiara in lacrime Marialuisa, prima di convincere il fratello ad aprire la busta e riabbracciare il padre.

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