Luca Tommassini, le violenze del padre e il coraggio della madre: “Morirò col senso di colpa di averla lasciata sola”

Immagine
Luca Tommassini si racconta a Verissimo, svelando i retroscena di un’infanzia difficile. Con sua madre accanto in studio, ricorda le violenze costanti del padre e la resistenza della madre per difenderlo: “La mandò in coma davanti a me”

L'intervento al cuore, il bullismo da bambino, le violenze domestiche subite dalla madre. Luca Tommassini si è messo a nudo di fronte a Silvia Toffanin, nel salotto di Verissimo, ripercorrendo i momenti più bui della sua vita: dalla recente operazione al cuore che lo ha visto lottare tra la vita e la morte, fino al racconto drammatico dell'infanzia segnata dall'aggressività padre.

L'incubo delle violenze domestiche e l'eroismo della madre

Il momento di più forte impatto emotivo coincide con l'ingresso in studio della madre del coreografo. Tommassini ha rievocato gli anni giovanili, segnati dal bullismo e dalla costante paura di rivelare le proprie sofferenze in casa, consapevole dell'inferno che la donna stava già attraversando per le violenze costanti subite dall'uomo: "Papà l'ha mandata in coma davanti a me. Mi dicevo: ‘Povera mamma, ha avuto un figlio come me e doveva difendere me oltre se stessa'".

Una dinamica familiare segnata dal terrore e dall'isolamento, dove persino la denuncia sembrava un'opzione impossibile: "Non lo abbiamo mai denunciato perché siamo stati minacciati e isolati dalla famiglia. Pare che stiamo solo qui a raccontare tragedie, ma è questo il motivo per cui considero mia madre eroica: è una donna semplice che ha fatto di tutto per mandarmi a scuola e darmi da mangiare".

Un eroismo quotidiano confermato dalle parole della stessa madre, presente in studio per testimoniare la protezione disperata verso quel figlio sognatore: "Dovevo mettermi sempre davanti a lui, se non ero presente io le avrebbe prese lui dal padre". Protezione che a volte non bastava, come ricordato dal coreografo: "Un giorno papà ha tirato un posacenere di cristallo verso di lei; io mi misi in mezzo e lo presi in testa finendo in ospedale".

Il senso di colpa indelebile e la rinascita dopo il coma

Nonostante il successo e il tempo trascorso, le ferite dell'infanzia continuano a sanguinare. Tommassini ha confessato alla conduttrice il peso di un fardello emotivo che neppure il lavoro psicologico è riuscito a scalfire: "Morirò col senso di colpa di averla lasciata sola. È una cosa che mi fa molto male, ho provato a superarla ma non c'è psicologo che possa salvarti. Sono ferite che non si curano, dovrò fare pace con questo".

La testimonianza si lega a doppio filo con un altro evento traumatico affrontato di recente dall'artista: un delicato intervento al cuore che l'ha costretto a sei giorni di intubazione: "Ho scoperto di aver rischiato molto più di quanto avessi detto. Sei giorni intubato sono un'altra dimensione, senza tempo. Non pensavo di poter tornare a vivere o riprendermi ciò che avevo prima". Una parentesi clinica drammatica da cui il coreografo è uscito con una nuova consapevolezza e la voglia di riprendersi la propria vita, sorretto dall'affetto di amici, colleghi e, soprattutto, da quell'amore materno capace di sopravvivere anche alle tempestose violenze del passato.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views