Ballando con le stelle 2026

Eugenio Finardi e il tunnel della droga con la moglie Patrizia: “Prese l’epatite e morì, poi scoprirono la cura”

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Eugenio Finardi racconta la sua storia a Ballando con le Stelle. Dagli anni della giovinezza al tunnel della tossicodipendenza condiviso con la moglie Patrizia Convertino, fino alla scoperta della sua malattia: “Di tutte le scelte si pagano le conseguenze”.

Ballando con le Stelle si trasforma in uno spazio di confessione inatteso per Eugenio Finardi, che nella puntata di sabato 24 ottobre ha aperto il suo cassetto dei ricordi più dolorosi, ripercorrendo la sua vita fatta di musica, tossicodipendenza, l'amore per la moglie Patrizia Convertino e la scoperta della sua malattia.

La storia di Eugenio Finardi: la tossicodipendenza e l'amore per la moglie Patrizia

Il viaggio a ritroso comincia nell'adolescenza, quando la musica e i miti di un'epoca cambiano la rotta della sua vita: "A 13-14 anni sono arrivati i Rolling Stones, ho scelto di essere un hippie. Mi è capitato una sera per caso di provare sostanze diverse da un amico". È il primo passo in un territorio che, di lì a poco, avrebbe mostrato il suo volto più oscuro.

Il periodo più nero si colloca all'inizio degli anni Ottanta, prima della nascita della figlia Elettra, con sindrome di Down. È allora che le strade di Finardi si intrecciano con quelle di Patrizia Convertino, la donna che sarebbe diventata sua moglie. Un legame viscerale, segnato da una forte carica passionale ma indissolubilmente legato alla dipendenza: "Ho vissuto con lei questa storia d'amore intenso, sensuale, ma fatto di dipendenze. Tutti quelli che ne sono affetti sognano di essere salvati, ma da qualcuno che li capisca, uno che sta facendo la stessa cosa". L'illusione di poter condividere il baratro s'infrange contro la realtà quando arriva una nuova vita. La nascita di Elettra segna lo spartiacque definitivo. Il momento in cui quella malsana abitudine perde ogni parvenza di romanticismo:

Quando è nata Elettra, abbiamo capito che non si poteva andare avanti così. Il fatto di essere tossicodipendente non era più una cosa rock e romantica, ma una vergogna.

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Eugenio Finardi insieme a sua figlia Elettra.

La scoperta della malattia

Da quel momento comincia la risalita, dura e senza sconti. Lui e sua moglie Patrizia partono per la comunità di recupero, mentre la piccola Elettra viene affidata ai nonni. È l'inizio di una frattura netta con la vita precedente, regolata da norme ferree:

Non ci era permesso nessun tipo di contatto umano, è una questione di disciplina, in modo da non essere manipolatori o falsi. Lo scopo della comunità è spezzare la tua idea di te e ricostruirti in maniera sana. Drogarsi è cercare di togliersi il dolore, ma certi dolori dello spirito si possono togliere solo con la verità.

Il racconto si chiude con il dolore per una perdita che ha segnato profondamente la sua storia. La madre di Elettra, positiva all'epatite C, si è spenta a 56 anni, un destino tragico beffato dal tempo: "Se n'è andata un anno prima che trovassero la cura". Una confessione chiusa con una riflessione amara che, a parere di chi scrive, restituisce a pieno il cinismo di Finardi: "Di tutte le scelte si pagano le conseguenze".

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