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La battuta di Mara Venier sul seno piccolo di Anna Safroncik fa ridere solo lei

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A Domenica In, Anna Safroncik stava ripercorrendo l’incidente sfiorato a Ballando con le Stelle – una spallina ceduta che ha rischiato di lasciarla a seno nudo. Ma davanti al racconto, Mara Venier sminuisce la sua preoccupazione facendo leva sulle dimensioni del suo décolleté: ma il pudore non vale solo dalla terza in su.

C’è una convinzione radicata secondo cui – purché ci sia un sorriso stampato in volto – qualsiasi commento non richiesto sul corpo degli altri si può trasformare in una goliardata su cui sorvolare. A cascarci con tutte le scarpe, nell'ultima puntata di Domenica In, è stata proprio Mara Venier, che ha liquidato la preoccupazione di Anna Safroncik per il vestito ceduto in pista con una battuta sulle dimensioni del suo seno. Un'altra gaffe da salotto, che ci ricorda quanto la Tv generalista faccia ancora fatica a stare al passo con i tempi.

L'incidente a Ballando con le stelle

Ricostruiamo la scena, partendo dai fatti. Sabato sera, sulla pista di Ballando con le Stelle, Anna Safroncik si sta esibendo in una coreografia di samba insieme al suo maestro Leonardo Lini. Nel bel mezzo del ballo, però, la sartoria cede: la spallina del vestito si rompe, trasformando la performance in una sorta di prova di resistenza. Ospite a Domenica In il giorno dopo per ripercorrere quel fuori programma, l'attrice racconta di aver dovuto fare i salti mortali e tenere le braccia rigorosamente basse per evitare che il seno uscisse del tutto davanti a milioni di spettatori. Un gesto d'istinto, di decoro e di banalissima tutela personale. Ed è qui che lo scambio di battute prende una piega surreale.

La battuta di Mara Venier e l'imbarazzo di Anna Safroncik

Il siparietto si consuma in pochi secondi, ma merita di essere ripercorso. "Se io avessi alzato le braccia, il seno sarebbe completamente uscito", spiega Safroncik. A quel punto, anziché accogliere il legittimo sollievo dell'ospite per aver salvato la sua intimità, la conduttrice scivola nel più antico dei cliché: "Vabbè questo seno, poca roba, ma dai". Come a dire che, sotto una determinata taglia di reggiseno, il diritto alla riservatezza diventa una pretesa eccessiva, qualcosa su cui poter fare un po' di cabaret.

L'attrice, comprensibilmente spiazzata, prova a rimettere le cose al loro posto: "Non posso vergognarmi di un seno piccolo? Mara ti prego, almeno tu". E mentre la regia corre ai ripari alzando la musica a palla per soffocare la conversazionea, arriva la stoccata finale di Venier, convinta di aver messo una pezza: "Ma io vorrei essere come te amore mio, è tutta la vita che non so dove metterle". La toppa, neanche a dirlo, è decisamente peggiore del buco. È la solita solfa trita e ritrita secondo cui chi ha un seno prosperoso dovrebbe lamentarsi e chi ce l'ha piccolo dovrebbe tacere perché "è un vantaggio". Ma sminuire il suo disagio equivale a non aver capito il punto: il corpo femminile – prosperoso o minuto che sia – non è una proprietà collettiva su cui fare ironia.

È esattamente per questo tipo di perle che le generazioni più giovani hanno spento la televisione e sono traslocate altrove. Su piattaforme come TikTok o Twitch, dove la decostruzione del body shaming (anche di quello camuffato da bonaria affettuosità) è il prerequisito minimo del vivere civile, un siparietto del genere non strapperebbe mezza risata: finirebbe dritto in tendenza per essere giustamente sommerso dalle critiche. L'eleganza spaesata di Anna Safroncik, nel suo tentativo di chiedere semplicemente un po' di rispetto senza alzare la voce, è la fotografia di quanto certi format siano rimasti fermi a quarant'anni fa. La Tv continuerà a pensare che un commento sul corpo di una donna sia una goliardata perdonabile, ma non ci sarà mai musica abbastanza alta da coprire un assunto chiarissimo: il pudore non vale solo dalla terza in su.

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Nata e cresciuta a Napoli, amo apprendere storie e raccontarle. Ho una Laurea Triennale in Lingue e Letterature Europee e una Magistrale in Editoria e Giornalismo. Ho conseguito il Master in Giornalismo alla IULM di Milano.
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