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Iva Zanicchi afona in TV: “Non sto bene ma me ne frego, canterò in una tonalità al di sotto del rutto”

Iva Zanicchi affronta con ironia anche i malanni di stagione. Ospite di Domenica In ha deciso di cantare nonostante fosse afona.
A cura di Daniela Seclì
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Iva Zanicchi è stata ospite della puntata di Domenica In trasmessa domenica 25 gennaio. La cantante ha confidato di stare poco bene. Nulla di grave, solo malanni di stagione. Nonostante la figlia le abbia consigliato di non cantare, l'artista ha deciso di affidarsi a una pastiglia datale dall'amico Maurizio Vandelli e intonare lo stesso i suoi successi.

Iva Zanicchi afona a Domenica In. L'ottantaseienne ha chiarito subito a Mara Venier di avere un abbassamento di voce. Il cantante Maurizio Mandelli, presente in studio, le ha dato una pastiglia prima della diretta, sperando di metterla nelle condizioni di poter cantare. Ma la situazione anziché migliorare, è andata peggiorando. Iva Zanicchi ha raccontato l'accaduto con la consueta ironia:

Devo dire grazie a Maurizio Vandelli, che conosco da una vita, ero un pochino afona, mi ha dato una pastiglia che, devo dire, funziona. Sono diventata afona completamente. Ma dove l'hai presa? Ti impasta tutta.

E ha continuato a punzecchiare l'amico: "Tu l'hai fatto apposta perché sei invidioso. Mi hai fatto venire anche la tosse che non avevo". Determinata come sempre, non si è di certo lasciata fermare da questo piccolo problema. Ha deciso di cantare comunque uno dei suoi grandi successi, Non pensare a me, che richiede un'estensione vocale notevole:

Vi ricordate che avevo una voce squillante? Adesso vi dimostro che si può cantare anche in una tonalità leggermente al di sotto del rutto. Mia figlia mi ha detto: "Vai da Mara, racconta qualche barzelletta, baci e abbracci a tutti e non cantare se non stai bene". Io me ne frego, io canto lo stesso.

Iva Zanicchi ha vinto tre Festival di Sanremo. La cantante ne ha parlato nel salottino di Domenica In: "Nel 1967, la prima vittoria funestata dalla morte di Luigi Tenco. È stato orribile. La vittoria più bella è stata quella con Bobby Solo. Era il '69. Vincemmo con la canzone Zingara". Nel 1974 vinse con la canzone Ciao cara, come stai. Poi, ha ricordato quel festival di cui le importò poco perché la priorità era la sua bambina:

L'anno dopo la vittoria del '67 con Claudio Villa e la canzone Non pensare a me, Umberto Bindi mi aveva scritto una canzone bellissima. Io ero diventata mamma da un mese ed ero sempre in albergo ad allattare questa bambina e non me ne fregava niente del Festival. Ho cantato male, era una canzone bella, si intitolava "Per vivere".

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