Giovanni Benincasa a Non è la Tv: “Le idee nascono al semaforo. Corona? La sua fortuna è che è facile da imitare”

Giovanni Benincasa, storico autore televisivo e ideatore del Dopofestival 2026, è intervenuto a Non è la Tv, il format live di Fanpage.it condotto da Andrea Parrella, Stefania Rocco e Grazia Sambruna. L'ospite della puntata ha riportato in vita uno dei momenti più iconici della televisione italiana, commentando il meme della settimana e condividendo aneddoti sulla sua carriera.
Il meme che ha fatto storia: Funari e quella frase indimenticabile

Al centro della discussione, la celebre frase pronunciata da Gianfranco Funari in diretta a Internet Cafè nel 2004: "Se uno è stronzo non gli puoi di' stupidino". E Benincasa racconta: "Sono passati ventun'anni, era il 2004, ora non ricordo quella frase a chi era rivolta, ma si potrebbe andare indietro a cercare", racconta Benincasa, che in quel momento si trovava in studio con Funari. "Avevo un ospite sempre diverso e quando arrivò Funari io gli chiesi di invertire i ruoli. Gli feci condurre la puntata, praticamente."
Grazia Sambruna ha ammesso quanto quella frase abbia segnato la sua formazione televisiva: "Quella frase ha creato un mostro che sono io. È una delle prime cose che ho sentito in televisione ed è diventata il mio motto di vita."
L'epoca d'oro di Libero e Mammucari: quando la tv era "di pancia"
Benincasa ha ripercorso gli anni in cui programmi come Libero, con Teo Mammucari, rappresentavano un modo completamente diverso di fare televisione. "Erano anni in cui si potevano fare quei programmi là, programmi di pancia. Non c'era niente", spiega l'autore.
Sul cambiamento rispetto a oggi, Benincasa è netto: "Gli scherzi telefonici, intanto, annoiano mortalmente. Quelli erano scherzi fatti al telefono fisso che ha una caratura diversa dal cellulare. C'era l'immobilità. Gli scherzi erano passivi: noi mettevamo gli annunci sul giornale, e dicevo chiamate dalle 20 alle 22 e la gente cadeva nel trappolone."
Il segreto del successo di Mammucari in quel format? "A Teo davo dei paletti entro i quali poteva muoversi liberamente", rivela Benincasa, descrivendo un metodo di lavoro basato sulla fiducia e sulla libertà creativa controllata.

Le idee nascono al semaforo: il metodo Benincasa
Uno dei momenti più interessanti dell'intervista è quando Benincasa svela il processo creativo dietro la Conferenza stampa: "Le idee nascono al semaforo", afferma con disarmante semplicità.
Il format, che mette giovani a confronto con personaggi famosi attraverso domande dirette e senza filtri, nasce da un'intuizione precisa: "Volevo dei giovani che facessero domande mitraglianti a personaggi famosi che piacciono a loro. A volte quando faccio la prima riunione con loro a settembre chiedo sempre: chi volete quest'anno? E spesso sono nomi che conoscono solo loro."
La mediazione tra le richieste dei giovani e le disponibilità dei personaggi diventa parte del lavoro: "Devo sempre mediare. Non tutti sono bene accetti là dentro. Ogni tanto sento dei fischi."
Corona e Funari: il confronto tra due fenomeni televisivi
Inevitabile il confronto tra Fabrizio Corona e Gianfranco Funari, due figure che hanno segnato epoche diverse della televisione italiana con il loro stile provocatorio e senza filtri. Anche solo per le notizie di stringente attualità.

"Ha degli atteggiamenti, quelli che gli vengono imitati, che possono ricordare un po' Funari", osserva Benincasa. "Corona ha una fortuna enorme. È facilmente imitabile. L'ha fatto Fiorello e lo fanno tanti altri. Quindi è un po' funareggiante, ma è immobile. Sta fermo là e fa tutto con le mani." Una definizione che cattura l'essenza del fenomeno Corona: la capacità di creare contenuto rimanendo fisicamente statico, affidandosi alla gestualità e al linguaggio del corpo per veicolare il messaggio, proprio come faceva Funari a suo tempo.