Freccero: “Ranucci vada in tv all’uno contro tutti, lo conduca il direttore del Tg1”
Carlo Freccero non emette sentenze, ma sa sempre vedere prima degli altri occasioni per fare televisione purissima. Intervistato da Hoara Borselli per il Giornale, l'ex direttore di Rai2 rigetta al mittente entrambi i fronti sull'argomento Ranucci: la difesa d'ufficio e l'esecuzione aziendale. Propone, come solo il più illuminato dei geni del tubo catodico può, una terza via. Ovviamente televisiva: mettere il conduttore di Report su un palco, davanti a chiunque voglia interrogarlo, e lasciare che sia la diretta a chiudere la partita.
Alla domanda secca, se Ranucci sia un giornalista bravo, Freccero si sottrae: "Non do un giudizio. Perché devo rispondere a questa domanda?". Poi concede: "Le rispondo così: tutto è relativo. Nella Tv di oggi Ranucci risplende".
Il paradosso della Rai: "Non può procedere senza svelare la dipendenza dal governo"
Sul nodo concreto, cioè se Ranucci debba ancora condurre Report, Freccero ribalta la prospettiva di viale Mazzini. Finché la questione è rimasta interna, sostiene, l'azienda avrebbe potuto decidere in autonomia applicando le proprie regole. Poi è intervenuta la politica a chiederne la rimozione, ed è scesa in campo anche la seconda carica dello Stato. Da quel momento qualsiasi provvedimento si trasforma in un'ammissione: "La Rai non può procedere in tal senso senza svelare la sua dipendenza dal governo. È un paradosso, ma è così".
Il corollario riguarda Ignazio La Russa, che nei giorni scorsi ha ripetuto che Report va cambiato e non eliminato. Per Freccero il pressing del presidente del Senato ha prodotto l'effetto opposto a quello cercato: "Eccede nei protagonismi ma La Russa senza rendersene conto ha fatto di lui una vittima e lo ha messo ancor più al centro della scena".
L'uno contro tutti in tv: "Senza protezioni, senza rete"
La proposta nasce dall'imbarazzo del centrodestra, che dopo l'attentato del 16 ottobre 2025 aveva solidarizzato con il conduttore e che oggi, con la questione Lavitola sul tavolo, ne chiede la sospensione. La soluzione di Freccero è un format: "Chiedo l'uno contro tutti in Tv".
Freccero vuole "Ranucci in Tv su un palco chiamato a rispondere alle domande del pubblico e dei giornalisti. Senza protezioni, senza rete. Ho anche un'idea su chi potrebbe condurre". Il nome arriva subito dopo e non è neutro: "Il direttore del Tg1". Quindi Gian Marco Chiocci.
"La grande informazione è più lobbismo che informazione"
Il passaggio più duro non riguarda Ranucci ma la categoria dei giornalisti e il mondo dell'informazione. Freccero smonta la ripartizione dei ruoli che ha retto il racconto di queste settimane, l'ingenuo da una parte e il faccendiere dall'altra: "Vedo che tutti definiscono Ranucci un ingenuo e Lavitola un faccendiere. Chiedo: ma sono ingenui anche i giornalisti che di Lavitola si fidavano e andavano a cena da lui e ne assecondavano il progetto? Oppure tutti insieme portavano avanti una operazione di lobbismo anziché di informazione? Ecco, io ho l'impressione che oggi la grande informazione sia più lobbismo che informazione". E sui sondaggi commissionati da Valter Lavitola – oggi in carcere con l'accusa di essere il mandante dell'attentato – per verificare lo spazio elettorale di una candidatura di Ranucci alla guida del campo largo, Freccero è netto: "Beh, la storia dei sondaggi, che è quella che mi colpisce di più. Le primarie sono la cosa più ridicola che c'è nella politica italiana. Scimmiottata dall'America. Con questa storia dei sondaggi e delle primarie, dalla Grande Bellezza passiamo all'Audace colpo dei soliti ignoti".