Fiorello e Biggio fermati dallo sciopero in Rai: “Non andiamo in onda, vicini ai lavoratori”

Immagine
Abiti civili, niente studio e un’adesione solidale alla protesta dei dipendenti: “Non ci sarà una puntata classica della Pennicanza perché non abbiamo audio”.

Anche un pezzo di radio e Tv si ferma per gli scioperi, costretta a fare i conti con la realtà fuori dagli studi. È quello che è successo nelle scorse ore a Fiorello e Fabrizio Biggio, che oggi hanno dovuto rinunciare alla messa in onda della puntata regolare de La Pennicanza a causa dello sciopero generale che ha svuotato i reparti e bloccato le maestranze in Rai.

A pochi minuti dal via, i due conduttori sono comparsi sui canali social in abiti civili, lontani dalle postazioni di lavoro, per spiegare al pubblico le ragioni dello stop e annunciare un'alternativa d'emergenza, tra il serio e il faceto: "La puntata classica non andrà in onda perché non abbiamo audio. Siamo qui solo per salutare, aderiamo allo sciopero, dobbiamo essere vicino ai lavoratori Rai che non sono presenti. Quindi faremo una puntata di montaggio, il meglio di una serie di gag della settimana". Quindi la solita ironia dei due: "Però ci sarebbe potuta essere un'intervista a Sinner che oggi perde il numero 1 al mondo, l'intervista col Vampiro vero… avremmo avuto tante cose ma non le facciamo".

Il retroscena e lo sguardo sulle tensioni in azienda

Un siparietto ironico ma dal forte valore simbolico, che ha permesso al duo di smorzare i toni confermando però una netta vicinanza e solidarietà ai dipendenti dell'azienda assenti per la mobilitazione.

Lo stop forzato del programma si inserisce in un quadro di clima particolarmente caldo all'interno di Viale Mazzini, legato a filo doppio anche alle recenti uscite dello stesso Fiorello. Ancora una volta, insomma, la coppia usa la chiave digitale e lo strumento social non solo per fare intrattenimento, ma per cavalcare la cronaca in tempo reale, trasformando un disservizio da sciopero in un piccolo evento di comunicazione pop.

Fiorello sull'attualità, dalle parole ai giovani al rimprovero al Tg1

Proprio nei giorni scorsi, infatti, lo showman aveva fatto notare con la consueta cifra caustica la delicatezza del momento storico che sta attraversando il Paese, Rai compresa, evidenziando le difficoltà e le tensioni del momento, ma rivolgendosi ai giovani, ricordando la sua parabola personale e contestando la possibilità di parlare solo in quanto ricco e privilegiato: "Io non avevo niente, sono stato tignoso nella vita, ho lavorato e qualcosa avrò concluso. Voi non dovete aspettare governo, decreti, io in 66 anni non c'è mai stato un cazzo di governo che abbia aiutato i giovani". E ancora, pochi giorni prima, aveva rimproverato il Tg1 per il poco spazio dedicato alle proteste.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views