Crozza torna con l’imitazione di Ranucci e scherza sul caso Lavitola: “Al Capone è un amico fraterno”

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Maurizio Crozza torna su Nove dal 2 ottobre e nel nuovo promo si cala nei panni di Sigfrido Ranucci, ironizzando sulla vicenda che ha coinvolto il giornalista e Valter Lavitola. Il video divide il pubblico: c’è chi festeggia il ritorno del comico e chi considera la battuta fuori luogo.

Maurizio Crozza torna a fare quello che gli riesce meglio: prendere una storia di attualità e trasformarla in satira. Per il ritorno di Fratelli di Crozza, in onda dal 2 ottobre su Nove, il comico sceglie di vestire i panni di Sigfrido Ranucci e di giocare proprio con la vicenda che negli ultimi mesi ha coinvolto il conduttore di Report. Una gag che fa ridere molti, ma che sui social apre anche un fronte di polemiche.

“Come mi occuperei del caso Ranucci?”

Nel video promozionale, Crozza-Ranucci parte da una domanda che contiene già tutta la battuta: "Se io, Ranucci, fossi ancora il conduttore di Report come mi occuperei del caso Ranucci?”. Da lì parte una finta inchiesta sul giornalista stesso. “Non è inquietante che Ranucci, il più grande giornalista d’inchiesta d’Italia, l’ultimo baluardo della libertà di informazione, fosse amico fraterno di un terrificante faccendiere pregiudicato?”, domanda il finto conduttore, prima di annunciare: “Abbiamo provato a telefonare a Ranucci per chiederglielo”. Poi, squilla il cellulare. Crozza lo guarda e dice: “Ma io non rispondo”.

La scenetta ruota attorno alla vicenda che ha coinvolto Ranucci e Valter Lavitola. Ma Crozza non si ferma lì. “Quale sarà il futuro di Ranucci? Entrerò in politica? Presidente della Repubblica? Protagonista di un film della Marvel? Aspetteremo e vedremo”. Quella di un ingresso in politica non è un’ipotesi estranea al dibattito sul giornalista: nei giorni scorsi lo stesso Ranucci ha risposto alla possibilità di una candidatura, dicendo di non pensarci al momento.  Poi, il telefono di Crozza squilla di nuovo: “Scusate, questa volta rispondo. Perché è Al Capone, un amico fraterno. Dimmi, Al!”.

La battuta finale allarga la satira anche al racconto pubblico della vicenda e alle letture politiche che ne sono seguite. Nel frattempo il giornalista non è più alla guida di Report: la Rai ha deciso di sostituirlo dopo 9 anni alla conduzione del programma, scatenando un nuovo scontro sulla libertà di stampa e sull'autonomia del servizio pubblico.

Il ritorno di Crozza accende i social

Sotto il video, nei commenti, c’è chi non aspettava altro che il ritorno del comico. La prima reazione è quella degli spettatori affezionati: risate, applausi e messaggi di entusiasmo per la nuova stagione. “Lo adoro”, “Geniale” e una lunga serie di emoji divertite che ridono accompagnano il promo. Qualcuno accoglie il ritorno con una sorta di appello diretto: “Forza Maurizio, ci sei mancato, mai come in questo periodo la classe politica attuale ti ha fornito una marea di materiale per il tuo programma, ti aspettiamo in tv”.

Ma c'è chi non la prende bene

Una parte degli utenti però non ride affatto, contestando la scelta di Crozza e soprattutto il momento in cui arriva. “Sempre con Sigfrido Ranucci, sempre per la libertà di stampa”, scrive qualcuno. Un altro considera “molto triste che la satira mainstream tratti le amicizie di un giornalista d’inchiesta di comprovata integrità e rispetto del servizio pubblico a pari di quelle dei politici eletti”. E c’è anche chi prova a separare l’affetto per il comico dalla critica alla battuta: “Mai detto fraterno. Amo Crozza ma esagera”.

Tra le reazioni più dure c’è poi chi accusa la gag di contribuire a una narrazione negativa nei confronti di Ranucci: “Questa è davvero brutta! Ranucci è stato raggirato da quel mafioso ma giustamente dovete portare avanti la narrazione che lo vuole distruggere. I miei complimenti”.

È qui che la comicità di Crozza funziona per alcuni e diventa indigesta per altri. La battuta non pretende di stabilire una verità giudiziaria sul rapporto tra i due: prende un elemento della vicenda e lo trasforma in una caricatura. Ma proprio perché la storia è ancora politicamente e giudiziariamente sensibile, una parte del pubblico ritiene che quel bersaglio sia arrivato nel momento sbagliato: "Un po’ pericoloso prendere in giro Ranucci in questo momento. Non condivido nemmeno la scelta”, scrive un utente.

C’è anche però chi invita a leggere la gag semplicemente per quello che è: “Ma quelli che si stupiscono che Crozza faccia satira sulla sinistra su che pianeta vivono?”. Un modo per sottolineare che, secondo l’utente, anche Ranucci può diventare oggetto di ironia senza che questo implichi necessariamente una presa di posizione nei suoi confronti.

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