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Caso Petrecca, Quirinale a Lilli Gruber: “Mai chieste sanzioni ai giornalisti RAI, sono ricostruzioni false”

Il Quirinale respinge come “falsa e lesiva” l’accusa di aver chiesto sanzioni a telecronisti RAI. Lettera a Lilli Gruber: “Mai intervenuti in 11 anni”. È polemica dopo il caso Olimpiadi con la telecronaca disastrosa di Paolo Petrecca.
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L'ufficio stampa della Presidenza della Repubblica interviene con una lettera formale per smentire le ricostruzioni circolate a Otto e Mezzo. Al centro della polemica, le anticipazioni non concordate sul video per le Olimpiadi di Milano-Cortina. In particolare, non sono state gradite le parole di Marco Travaglio il quale aveva detto: "Abbiamo visto le più alte cariche dello Stato occuparsi dei palinsesti televisivi. Il Quirinale che fa sapere che non gli va bene Bulbarelli come telecronista perché ha dato una notizia vera, cioè che Mattarella sarebbe andato all’inaugurazione delle Olimpiadi”.

La smentita ufficiale del Colle

Il Quirinale rompe il silenzio e lo fa per iscritto, rivolgendosi direttamente a Lilli Gruber. L'oggetto della missiva sono le affermazioni emerse durante la puntata di Otto e Mezzo andata in onda mercoledì sera, in cui alcuni ospiti avevano sostenuto che la Presidenza della Repubblica avesse chiesto di sanzionare un telecronista.

"Si tratta di una notizia falsa e gravemente lesiva dell'immagine dell'istituzione", scrive l'ufficio stampa del Colle, usando un linguaggio netto e privo di ambiguità. La replica arriva a poche ore dalla trasmissione, segno che il tema ha toccato un nervo scoperto. La lettera fornisce un dato che vuole essere chiarificatore: "Il Quirinale, negli undici anni di presidenza, non è mai intervenuto sulla Rai per chiedere rimozioni, sostituzioni, avvicendamenti, punizioni di conduttori televisivi, giornalisti o altri".

Una precisazione che abbraccia l'intero mandato di Sergio Mattarella e che intende bloccare sul nascere qualsiasi narrazione di pressioni o ingerenze sulla televisione pubblica. Il messaggio è esplicito: l'istituzione presidenziale non si è mai mossa per colpire singoli professionisti.

Il caso delle Olimpiadi: cosa è successo davvero

Al centro della vicenda l'episodio legato alla cerimonia di apertura dei Giochi di Milano e Cortina. "L'ufficio stampa si è limitato – come è suo diritto e dovere – a far presente che la diffusione in conferenze stampa ufficiali di notizie riguardanti il calendario e gli impegni del Presidente in occasioni di eventi pubblici come le Olimpiadi avrebbe dovuto essere concordata con l'ufficio stampa stesso", chiarisce la lettera.

"Tutto il resto sono illazioni"

La chiusura del comunicato non lascia spazio a interpretazioni: "Tutto il resto sono illazioni prive di fondamento, che si respingono con determinazione". Un tono che il Quirinale raramente usa nelle sue comunicazioni pubbliche, e che dimostra quanto la ricostruzione emersa a Otto e Mezzo sia stata ritenuta inaccettabile.

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