Angelo Sciascia replica alle critiche dopo X Factor: “Ho accettato i tre no, non il bullismo d’inchiostro”

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Dopo la sua esibizione sulle note di Purple Rain alle Audizioni di X Factor, Angelo Sciascia torna sui social per chiarire: “Non è per i tre no al tavolo”. Il 21enne contesta il modo in cui la performance è stata raccontata in tv e i toni di alcune critiche: “C’è un limite tra la critica musicale e il bullismo d’inchiostro”.

"Sono state delle ore complicate". È da qui che parte il lungo sfogo di Angelo Sciascia, pubblicato sui social dopo la sua partecipazione alle Audizioni di X Factor 2026. Il 21enne è finito al centro delle discussioni dopo aver cantato Purple Rain di Prince, una performance che non ha convinto la maggior parte della giuria: ha ottenuto soltanto il sì di Francesco Gabbani, mentre Irama, Paola Iezzi e Jake La Furia hanno scelto di fermarlo.

Ma è proprio da una precisazione che il cantante decide di partire: quei tre no non sono il problema,“fanno parte del gioco e si accettano”. A pesare, racconta, è stato tutto quello che è arrivato dopo la messa in onda: il modo in cui la sua esibizione è stata restituita in televisione, gli articoli usciti nelle ore successive e soprattutto il tono utilizzato per commentarla.

Cosa è successo con Purple Rain

Prima di salire sul palco, Sciascia aveva spiegato a Giorgia di aver scelto di cantare Purple Rain un semitono sopra la tonalità originale, dicendo di sentirsi a proprio agio con quella scelta. Durante l'esibizione, però, sono stati soprattutto gli acuti della parte finale a diventare il tratto distintivo del momento trasmesso in puntata. Irama ha osservato che Sciascia sembrava avere una grande convinzione, ma che non fosse Prince; Paola Iezzi ha parlato di un'esecuzione "a livello karaoke", mentre Jake La Furia ha ironizzato proprio sulla tonalità elevata. Con il solo sì di Gabbani, il cantante ha così concluso il suo percorso a X Factor.

È proprio su quella porzione dell'esibizione che Sciascia torna nel video. Secondo il cantante, chi era presente in studio avrebbe visto anche una prima parte diversa (e migliore) da quella che è arrivata sul piccolo schermo: "Il montaggio televisivo ha comprensibilmente dato priorità all'ultima parte dell'esibizione", racconta, riferendosi alla sequenza di acuti che, a suo dire, avrebbe finito per condizionare il giudizio di chi guardava da casa. Il 21enne non dice di voler convincere il pubblico che la performance sia stata impeccabile. Anzi, riconosce che, sulla base di ciò che è stato trasmesso, è del tutto comprensibile che qualcuno possa aver avuto un giudizio negativo. È il passaggio dalla critica all'insulto che, per lui, cambia la questione.

“C’è un limite tra la critica musicale e il bullismo d’inchiostro”

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Nelle ore successive alla puntata, infatti, Sciascia racconta di aver letto diversi articoli scritti sulla sua esibizione. E tra i giudizi più duri ne ricorda uno che ha definito la sua Purple Rainun crimine di guerra”, assegnandole un 3 nella propria pagella. È una delle espressioni alle quali il 21enne fa riferimento nel video, insieme a quelle che parlano di canzoni “ammazzate” e di “urla acutissime”. Da qui la frase che sintetizza il senso del suo sfogo: “Credo che ci sia un limite che separa la critica musicale e il bullismo d’inchiostro”. Sciascia non mette in discussione il diritto di un giornalista, di un giudice o di uno spettatore di bocciare una performance. Quello, insiste, fa parte del gioco. A contestare è piuttosto il linguaggio quando la stroncatura sembra trasformarsi in una ricerca della formula più feroce possibile, e parla di "persone adulte che fanno a gara a chi utilizza l’aggettivo più feroce per fare due click".

Le reazioni social

Il cantante, poi, smette di parlare soltanto della propria esibizione e allarga il discorso a chiunque possa trovarsi nella stessa posizione. “Dietro quei due minuti di esibizione che sono stati visti in TV c’è una persona reale, di 21 anni”, con i suoi sogni, fragilità e ore di prove che il pubblico non vede. Sciascia precisa di avere le “spalle abbastanza larghe” per incassare le critiche e andare avanti. Ma proprio questa consapevolezza lo porta a pensare che non tutti potrebbero reagire nello stesso modo di fronte a una valanga di commenti e giudizi così duri. E quindi il suo appello non è a smettere di criticare, ma a farlo senza dimenticare chi c’è dall'altra parte dello schermo. È il passaggio del video che ha raccolto maggiore consenso tra chi lo ha seguito sui social. Nei commenti c’è chi gli scrive di continuare per la propria strada, chi sottolinea che “una cosa è criticare, un’altra è offendere” e chi prova a restituire un’altra immagine di quella serata. Un utente, ad esempio, sostenendo di essere stato presente tra il pubblico, racconta che la prima parte dell’esibizione fosse stata “da wow”.

Il consenso, però, non è unanime. E non mancano risposte che vanno esattamente nella direzione opposta rispetto a quella auspicata da Sciascia: “Esibizione pessima”, "Ti hanno detto no, fattene una ragione", scrive qualcuno, invitandolo semplicemente ad accettare che la sua performance sia stata giudicata negativamente. Un altro taglia ancora più corto: “Non bisogna cantare per forza”. C'è persino chi lo invita ad essere più umile e a riconoscere di non aver cantato bene.

Alla fine del video, Sciascia invita chi abbia ancora curiosità ad ascoltarlo nella versione che sente più sua, quella cantata nella tonalità originale di Purple Rain, attraverso un video pubblicato sul suo profilo. È il suo modo per aggiungere un pezzo che la puntata non ha mostrato e lasciare che, questa volta, sia il pubblico ad ascoltare senza il contesto della gara. Poi arriva il ringraziamento a X Factor, alle persone che lo hanno accompagnato nell'esperienza e a chi, nonostante tutto, ha avuto la pazienza di ascoltarlo “oltre uno schermo”.

Il precedente di Teo Bok

Sciascia non è l'unico concorrente della prima puntata ad aver scoperto quanto velocemente una performance televisiva possa trasformarsi in una storia social. Nella stessa serata Teo Bok, nome d’arte di Matteo Markus Bok, era finito al centro dell’attenzione soprattutto per il suo modo di parlare, diventato terreno di battute per Jake La Furia e gli altri giudici, prima di esibirsi con La mia storia tra le dita di Gianluca Grignani. A differenza di Sciascia, Bok ha superato le Audizioni con quattro sì. Anche lui, dopo la puntata, era tornato sui social per raccontare le proprie impressioni, dicendo di essere stato “un po’ massacrato” ma di considerare anche le critiche parte del gioco.

Due reazioni diverse davanti allo stesso meccanismo: quello per cui, una volta andato in onda un momento televisivo, la performance smette di appartenere soltanto a chi l'ha vissuta sul palco e comincia a vivere una seconda vita tra titoli, commenti, meme e giudizi online.

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