Grande Fratello Vip 2026

Al GF Vip i più giovani non conoscono Jonathan Kashanian, che spiega il reality del 2004

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Al Grande Fratello Vip i concorrenti più giovani, Pera Meloni e Alessandro Varsi, non sanno come sia nato il fenomeno di Jonathan Kashanian. Lui racconta il reality del 2004, la carriera dopo la casa e i momenti di incertezza.

Il Grande Fratello Vip comincia ufficialmente domani, giovedì 17 settembre, ma nella casa la convivenza è già partita da due giorni. I primi a entrare sono stati Jonathan Kashanian, Carmen Di Pietro, Pera Meloni e Alessandro Varsi: due coppie di concorrenti che appartengono a generazioni lontane. Il divario è emerso quasi subito. Per Varsi e Meloni, giovanissimi, il nome di Kashanian non evoca molto. Quando il vincitore della quinta edizione del Grande Fratello diventava famoso, loro erano bambini o forse non erano ancora nati.

La scena racconta bene quanto sia cambiata la notorietà televisiva in vent'anni. Nel 2004 un reality in prima serata bastava a trasformare uno sconosciuto in un volto noto a tutto il Paese. Oggi la fama passa da altre piattaforme e dura meno, al punto che un personaggio considerato consolidato nell'ambiente può risultare un perfetto sconosciuto per chi ha poco più di vent'anni.

"È carino che loro non abbiano idea di cosa facciamo"

Kashanian non se la prende, anzi sembra divertito quando gli chiedono "come nasci" e se "fai lo stylist"?. Invece di presentarsi con il curriculum, riparte dal punto zero: "Nasco dal Grande Fratello. È carino che loro non abbiano idea di cosa facciamo".

Per spiegare ai compagni da dove viene, deve prima raccontare un'Italia televisiva che loro non hanno vissuto. Non c'erano i social, non esistevano gli influencer e i reality non affollavano ancora i palinsesti. "Nel 2004, ho fatto questo programma che era un esperimento nuovo, l'Italia non era abituata ai reality. Chi faceva il Grande Fratello era una divinità". Senza troppi giri di parole, chi c'era nel 2004 sa benissimo che Kashanian ha ragione da vendere.

Cosa succede quando si esce dalla casa

La seconda parte del racconto riguarda il dopo, quello che le telecamere non mostrano. "Quando sono uscito dalla casa mi cercavano in tanti e tutti mi associavano alla moda ma io volevo dimostrare di avere anche altri codici di lettura, forse anche sbagliando".

Kashanian ha provato strade diverse, alcune lontane dall'immagine che il pubblico aveva di lui. "Ho intervistato per un anno famiglie in cui uno dei figli decideva di cambiare identità di genere, una cosa molto forte e interessante. È stato bello". Poi sono arrivati i programmi da conduttore e il cinema: "Negli anni ho fatto anche qualche programmino da solo e film di natale, per fare questo devi avere il sangue fermo. Io non vado bene nelle cornici chiuse, ho rischiato ma mi è andata benino".

Il bilancio che offre ai compagni è tutt'altro che trionfale: "Ho trovato la mia strada mezzo e mezzo. Certo chi lavora in poste, vede noi e pensa che stiamo bene, ci sono gioie e dolori". E aggiunge un'ammissione che pochi farebbero davanti alle telecamere: "A volte lo so che sono infelice come chi magari ha il posto fisso".

Il consiglio ai nuovi arrivati

Da qui il racconto diventa una lezione per chi entra adesso nel mondo dello spettacolo. Un momento che abbiamo scelto di sottolineare: "Nella vita bisogna sempre avere un piano B e le porte non vanno mai sbattute ma lasciate sempre socchiuse". E il suo piano B oggi è un lavoro vero e proprio: "Oggi lavoro come direttore creativo per diverse aziende, molte sono dolciarie. Curo la comunicazione dei prodotti, scegliendo tutto, dai colori al packaging". Per tornare in gioco ha messo da parte anche questo: "Per partecipare al Grande Fratello Vip ho rifiutato la ristrutturazione di un albergo a Milano, ho chiesto scusa e sono venuto qui".

"Questo mondo fa paura"

Kashanian chiude sulla parte meno luccicante del mestiere, quella che il pubblico di solito non vede. "Se non hai una telefonata a settembre, ti fai le domande. Dici ‘forse non sono nel giro giusto', poi la gente non sa quanti no ho detto. Ho deciso di rimettermi in gara".

Il messaggio è per i due ragazzi che fino a poche ore prima non sapevano chi fosse: "Questo per dire che voi siete novelli di questo ambiente. Da fuori è tutto oro quello che luccica, anche da dentro, però ci sono dei momenti di paura e di incertezza. In questo lavoro non dipende tutto da te. Non c'è sempre meritocrazia. Questo mondo fa paura". Nel 2004 era lui il concorrente da scoprire. Vent'anni dopo si ritrova a spiegare quel mondo a chi non l'ha vissuto, mentre si prepara a giocare di nuovo la sua partita da domani sera.

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