Altra grana a Report, Unirai: “Giulia Innocenzi non è giornalista, esercizio abusivo della professione?”

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Il sindacato Unirai chiede spiegazioni a Sigfrido Ranucci sul perché una delle sue firme di punta, Giulia Innocenzi, sia stata inclusa nella squadra di Report pur non essendo iscritta all’Ordine dei Giornalisti.

Scoppia un'altra grana a Report. Nel giorno in cui gli inviati incontrano la Rai per valutare il futuro della trasmissione di inchiesta, dopo che i giornalisti hanno minacciato di dimettersi in blocco, è il sindacato Unirai che interviene e punta il dito contro uno dei volti più noti del programma: Giulia Innocenzi.

Unirai: "Ranucci controlli i suoi, Innocenzi non è giornalista"

In una nota diffusa da Unirai-Figec, a cui Sigfrido Ranucci aveva chiesto di intervenire per verificare le notizie riportate dal quotidiano Domani, circa un servizio fake realizzato da Giulia Presutti durante la sua permanenza ad Agorà, il sindacato sottolinea l'atteggiamento inaccettabile del giornalista nei confronti di una "sua collega, collaboratrice, e quindi, soggetto debole", evidenziando come sia stato lui stesso a ritenerla idonea per la trasmissione e ora denigrarla in pubblica piazza. Nella stessa nota Unirai, invece, chiede all'ex conduttore di Report di verificare il curriculum di alcuni dei giornalisti che fanno parte della squadra di inviati da lui selezionata: "Non risulta, infatti, che Giulia Innocenzi sia iscritta all'albo dei giornalisti nell'elenco dei professionisti, né in quello dei pubblicistiscrivono, si tratta di un nome ormai tra i più quotati della trasmissione, nonché tra le prime a muoversi contro la scelta della Rai.

Al giornalista, quindi, viene chiesto dagli esponenti del sindacato, che si ricorda essere rappresentanti di destra all'interno dell'azienda, la motivazione legata a certe scelte, anche editoriali: "Come mai l'ha qualificata come giornalista sui siti e social Rai della sua trasmissione, quando non è iscritta all'Albo? Come mai Ranucci ha consentito che Giulia Innocenzi firmasse inchieste senza averne idoneità professionale e quindi responsabilità deontologiche?". Una domanda che potrebbe mettere in discussione, ancora una volta, l'integrità del programma e sulla quale, probabilmente, sarà necessario fare chiarezza.

La replica di Sigfrido Ranucci

Sulla questione, mentre Innocenzi non ha voluto commentare, è subito intervenuto Ranucci che ha rivendicato le sue scelte, dimostrando piena fiducia nella collega e dichiara: "Certo che l’ho messa io. È una signora giornalista meglio di tanti cialtroni che ho letto in questi due mesi. Per Report non è importante iscrizione quanto qualità lealtà indipendenza". Poi, in aggiunte, sottolinea come altre firme della trasmissione non esercitino con il titolo: "Faccio notare che anche Milena Michele Buono Giorgio Fornoni non sono iscritti ad albo professionisti. Ma questo non ha impedito di fare la storia del giornalismo d’inchiesta televisivo". 

Gli inviati di Report difendono Innocenzi: "Tra le migliori giornaliste italiane"

A margine dell'incontro con l'azienda, i giornalisti di Report difendono Giulia Innocenzi: "È una delle migliori giornaliste italiane che ha dimostrato negli anni il suo valore e il suo coraggio". Così rispondono a Unirai: "Ha iniziato a lavorare con Michele Santoro nel 2009, a soli 30 anni ha condotto programmi di approfondimento in prima serata a La7 e poi Rai2 ed è poi passata nel 2022 a Report, firmando scoop ripresi da varie testate internazionali e che hanno dato il via a inchieste della magistratura. Nel 2024 ha realizzato il documentario Food for Profit che ha ricevuto numerosi premi internazionali ed è stato proiettato per mesi nelle principali sale cinematografiche italiane. Chi la critica dovrebbe farsi un esame di coscienza sulla propria indipendenza dal potere e sulla propria professionalità". 

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