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Zoe Cristofoli: “Finii in mezzo alla strada, mi vergognavo. Iniziai a tatuarmi per ribellione, è stato un errore”

Zoe Cristofoli ripercorre la sua vita, dai ricordi dell’infanzia segnata da problemi economici ai primi lavori e alla voglia di ribellione raccontata nei suoi tatuaggi, che oggi sta rimuovendo: “Ho voglia di vedermi diversa”.
A cura di Gaia Martino
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Credits Instagram
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Zoe Cristofoli ospite del podcast One More Time ha raccontato la sua vita. Dai ricordi della sua infanzia segnata dalla separazione dei suoi genitori ai primi lavori svolti per guadagnarsi da vivere. L'influencer, modella e imprenditrice è cresciuta tra difficoltà economiche e voglia di ribellione. "Quando i miei genitori si sono separati ero in mezzo a una strada. Non ho mai avuto niente, mia mamma ha dovuto ricostruirsi da zero, trovare un lavoro. Non lavorava più per mio padre, perse tutto", ha raccontato, rivelando di aver avuto difficoltà anche a comprare libri per andare a scuola.

Mi sono sempre vergognata tanto, a scuola non avevo i libri perché non c'erano 300 euro per comprarli. Pensavano fossi una maleducata, che non volevo studiare, ma non li avevo perché non potevo comprarli.

All'età di 17 anni, iniziò a lavorare alla ricerca di indipendenza. "Ero ancora minorenne e iniziai a fare alcuni lavoretti, non potevo lavorare perché ero piccola, ma si faceva. Ero infelice, avevo fame di andare via ed essere indipendente per non dover dipendere da nessuno. Facevo la ragazza immagine, lavoravo agli eventi, mi piaceva guadagnare. La mattina andavo a scuola, facevo cose e la notte andavo in discoteca. Tornavo alle 6, e ripartiva la mia giornata. Iniziai a fare la cubista, e quindi a viaggiare e girare per locali". Pian piano entrò poi nel mondo dei social network, costruendo il suo personaggio come influencer.

"A 18 anni ero già tatuata, li facevo per ribellione. È stato un errore"

Zoe Cristofoli ha parlato anche del suo corpo tatuato, suo tratto caratteristico. Di quella scelta di riempirsi di tatuaggi, però, oggi se ne pente. "A 18 anni ero già tutta tatuata, l'ho sempre fatto per ribellione. Una sorta di autosabotaggio della propria immagine. Era un mio momento, una cosa mia, nessuno poteva dirmi quello che dovevo fare", le parole. Oggi prova a rimuoverli per vedersi diversa, nonostante il dolore del laser. "Tutto è iniziato dal braccio, black work con una frase di ribellione. Lo nascondevo, in Italia non era così sdoganato il tatuaggio, lo avevano i carcerati, le persone con una vita difficile. Se tornassi indietro non farei questo errore. Oggi li sto togliendo, ho voglia di vedermi diversa".

La storia con Theo Hernandez: "Non mi trattava come meritavo"

Nella lunga confessione, l'influencer e modella ha parlato anche della storia d'amore con Theo Hernandez, ex Milan e oggi difensore dell'Al Hilal, padre dei suoi figli, e in particolare di com'è nata. "Non conoscevo Theo quando ci siamo incontrati. Iniziò a scrivermi, e capii chi era. In quel contesto ci sono uomini che cambiano una ragazza al giorno, non cercavo quel tipo di relazione. Ma decisi di conoscerlo, finivo da una relazione importante e avevo voglia di distrarmi. Non avevo aspettative, facevo la mia vita e ogni tanto uscivo con lui", ha raccontato. All'inizio della loro storia lui "non mi trattava come meritavo": "La nostra storia non è iniziata in maniera perfetta. Scappando, poi, lui capì il mio valore. E da lì ha cambiato la mia vita, è cambiato". 

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