Vandalizzata l’auto di Wax di Amici a Milano, vetri distrutti e svastiche: “Ti scoverò”

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Brutto rientro a Milano per Wax: l’ex finalista di Amici ha trovato la sua auto vandalizzata con lo specchietto distrutto, il parabrezza sfondato da un sasso e numerose svastiche tracciate sulla fiancata.

Rientro amaro a Milano per Wax. L'ex allievo di Amici (all'anagrafe Matteo Lucido) ha ritrovato la sua auto danneggiata mentre era in sosta nel capoluogo lombardo: parabrezza sfondato da un sasso, specchietto distrutto e, fatto ancora più inquietante, numerose svastiche tracciate sulla fiancata.

Il racconto di Wax

Wax ha mostrato i danni subiti dall'auto, rivolgendosi poi all'autore del gesto ribattezzato sarcasticamente "signor Coda di Paglia". L'artista, visibilmente alterato, gli ha promesso conseguenze legali grazie alle telecamere di videosorveglianza presenti in zona: "Specchietto fatto fare nel cu*o. Parabrezza che sembra che abbia preso il P0pper. Abbiamo l’arma del delitto che è un sasso al suo interno, si vede. Le numerose svastiche sono la ciliegina sulla torta". E ancora: "Ci sono le telecamere lì in fondo, ti scoverò. E ti renderò i giorni molto terribili. Tu per avermi disegnato queste svastiche devi per forza avere problemi, sei frustrato. Siamo andati a fare la denuncia, abbiamo fatto tutto. Si stanno preoccupando delle persone assai professionali".

L'episodio rovina un rientro che doveva essere concentrato solo sulla musica per Wax, che il 28 agosto ha pubblicato il suo ultimo inedito. Il cantante era tornato di recente al centro del gossip anche per un'intervista al podcast The Cameron Chronicles, in cui aveva confermato i sospetti di molti fan: il legame instaurato ad Amici con Angelina Mango era andato ben oltre la semplice amicizia.

La piaga del vandalismo a Milano

Lo sfregio all'auto di Wax riaccende i riflettori sull'ondata di vandalismo che da mesi colpisce le auto in sosta a Milano e nell'hinterland. Ma ridurre l'episodio a una semplice bravata sarebbe un errore. Disegnare una svastica sulla fiancata della macchina di un personaggio noto non è soltanto un atto di teppismo, ma un gesto politico nella forma più bassa possibile. Non è, tuttavia, un caso isolato. Pochi mesi fa, a Pogliano Milanese, un maxi-raid aveva visto ben 30 automobili parcheggiate essere deturpate con la stessa identica matrice: svastiche e incisioni profonde scavate con i sassi sulle carrozzerie. Secondo il parere di chi scrive, questi episodi mostrano una deriva precisa: la solita frustrazione di chi colpisce nell'ombra trova nei simboli estremisti una scorciatoia per fare male, sfruttando la notorietà della vittima per amplificare il gesto. Chi ha distrutto la macchina di Wax non cercava qualcosa da rubare, ma visibilità attraverso l'odio.

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