Torna Benigni in Rai tra provocazioni e insegnamenti: “San Francesco sarebbe stato un ottimo leader del campo largo”
Roberto Benigni ha di nuovo messo piede in Rai. Il regista e attore ha conversato con Bruno Vespa, nel salotto di Cinque Minuti, parlando dello speciale "Francesco-Il Cantico" che domenica sera andrà in onda sulla rete ammiraglia della Rai e dedicato a San Francesco, ora patrono d'Italia. Nella chiacchierata con il giornalista non mancano le provocazioni, rivolte all'attualità e soprattutto alla politica.
"Sarebbe stato un ottimo leader del campo largo, avrebbe messo d’accordo tutti" tuona Roberto Benigni, una provocazione che riecheggia nello studio di Cinque Minuti, ma che d'altra parte si allinea con quello che è lo scenario politico italiano, in cui trovare qualcuno di "rivoluzionario" e "in controtendenza con tutto" come dice Benigni di San Francesco d'Assisi, sembra essere davvero un miraggio. "Era un guerriero, ma è stato il primo pacifista, amava le donne in un periodo in cui le donne facevano orrore" le premesse per affermarsi sulla scena politica, in effetti, c'erano tutte, soprattutto se si sottolinea la vena femminista, prima ancora che il femminismo esistesse, ma anche quella ambientalistica considerando le parole che compongono Il cantico delle creature, definito da Benigni "la più grande ode del creato".
Dalla provocazione all'omelia il passo, a volte, può essere davvero breve, ma è questa la grande dote di Roberto Benigni che la Rai sa usare nei momenti migliori. Il regista toscano è stato, e continua ad essere, uno dei nomi di punta della cultura e dello spettacolo italiano, ed è per questa ragione che il Servizio Pubblico non ha mai davvero rinunciato alla possibilità di trarre profitto dalla sua presenza, saltuaria, per dare un guizzo di novità ad una programmazione in qualche momento piuttosto boccheggiante. Lo scorso anno, ad esempio, nel dicembre 2025, Benigni appariva su Rai1 con un monologo su Pietro-Un uomo nel vento, in cui raccontava la vita dell'apostolo Pietro, in occasione della fine del Giubileo. Un tripudio di ascolti, circa quattro milioni di telespettatori inchiodati alla tv, per ascoltare la sua favella.
Ma di esempi virtuosi ce n'erano stati parecchi, sia nel 2025 con la serata Il Sogno, sia anni addietro con le due serate sui Dieci Comandamenti, in prima visione e poi riproposte a distanza di anni. Ce la ricordiamo ancora la frase sulla felicità "Cercatela continuamente. E anche se lei si dimentica di noi, non ci dobbiamo mai dimenticare di lei". Insomma, Benigni sa come farsi ascoltare e, probabilmente, ai piani alti della Rai hanno sempre saputo che questa sua capacità ammalia il pubblico, ed è così che il regista, un po' come dal cilindro di un mago, viene fuori nei momenti più opportuni, quasi a voler ristabilire "l'utilità" del Servizio Pubblico, che non solo intrattiene e informa, ma magari instilla anche qualche riflessione.