Tony Effe: “Mi manca la famiglia, non sto dormendo e sono a pezzi”, lo sfogo dal ritiro Shaolin in Cina
"Oggi sono triste, mi manca la famiglia, non sto dormendo, sono a pezzi". A sfogarsi è Tony Effe, che ha mostrato un lato di sé inedito. Chi è abituato a vederlo tra palchi, lusso sfrenato e copertine patinate stenta quasi a riconoscerlo. Ma stavolta il trapper romano si è tolto la maschera del duro, confessando apertamente la stanchezza e la solitudine di un viaggio che lo sta mettendo alla prova fisicamente ed emotivamente.
Il motivo del viaggio in Cina
Ma dove si trova Tony Effe e cosa sta combinando dall'altra parte del mondo? Il 35enne è volato a Zhengzhou, in Cina, insieme allo Youtuber e amico Ale Della Giusta, per immergersi anima e corpo nell'antica e rigida pratica Shaolin. Un percorso che unisce disciplina mentale e sfinimento fisico. Tra le varie prove, Tony ha tentato di imitare il suo maestro spaccando un blocco di pietra a mani nude. Il mentore ci è riuscito senza sforzo; il rapper, invece, ha rimediato un blocco rimasto intatto, una mano dolorante e una colorita imprecazione.

La svolta salutista e l'addio alle dipendenze
Dietro a questo sfogo non c'è una semplice ricerca di attenzione, ma il capitolo più impegnativo della nuova vita di Tony Effe. Una svolta salutista radicale che ha intrapreso per chiudere i conti con il passato: "Corro per combattere la dipendenza da THC e nicotina. Fumavo tutti i giorni da 20 anni, anche in vacanza. Non me ne fregava un c***o delle guardie", aveva raccontato di recente. L'attività fisica e la palestra sono diventate le sue ancore di salvataggio per tenere a bada quelle abitudini. Un percorso faticoso e totalizzante che aveva trovato un sostegno anche da parte dei suoi affetti più cari: di recente, nel podcast di Selvaggia Lucarelli, era stata proprio Giulia De Lellis a elogiare la scelta del rapper, sottolineando quanto fosse ammirevole l'uso dell'attività fisica come valvola di sfogo per evitare di ricadere in quelle stesse dipendenze. Chiuso in un monastero in Cina a fare i conti con la fatica fisica e il silenzio, quella fragilità assume un senso preciso secondo il parere di chi scrive. Non è un modo per farsi notare, ma il prezzo inevitabile da pagare quando decidi di ricostruirti da zero.