Tiziana Baudo sullo studio Rai intitolato al padre: “Un gesto compensativo, non un vero riconoscimento”
Tiziana Baudo non ha potuto fare a meno di commentare la decisione della Rai di dare ad uno studio di Saxa Rubra il nome di suo padre, con tanto di inaugurazione tenutasi giovedì mattina, alla quale non ha però però partecipato. Una scelta ben precisa, che risponde all'esigenza di non abbassare il ricordo di un uomo di televisione, un maestro come Pippo Baudo, ad una targa, svuotando il gesto dell'importanza che meriterebbe.
Ai microfoni dell'Ansa, Tiziana Baudo dichiara di non aver preso parte all'inaugurazione del suddetto studio non per dimenticanza o mancanza di rispetto: "Trovo doveroso che la Rai abbia deciso di ricordare mio padre. Ma credo anche che gli omaggi abbiano un senso quando sono coerenti con la storia che intendono celebrare". A queste parole la figlia di Pippo Baudo aggiunge anche aneddoti che avvalorino quanto da lei dichiarato, perché il Teatro delle Vittorie è stato per anni al centro di diverse beghe, tanto che fu proprio il conduttore a spingere perché la Rai lo acquistasse, diventando un luogo simbolico per la carriere di Baudo, tanto da essere scelto come luogo in cui salutarlo un'ultima volta, ma era diventato un luogo iconico anche per la televisione italiana.
La scelta da parte del Servizio Pubblico di liberarsi proprio di quel Teatro, tra tanti immobili che fanno capo all'azienda, è qualcosa che Tiziana Baudo fa fatica ad accettare. E, in merito al nuovo studio dice: "Le targhe sono importanti, ma la memoria non si tutela soltanto con le targhe Si tutela anche preservando i luoghi, la storia e ciò che quei luoghi rappresentano". Per questa ragione, giovedì scorso non si è presentata nelle storica sede Rai: "Avrebbe significato dare il mio assenso ad un'operazione che, per come è stata concepita, rischia di apparire più come un gesto formale e compensativo che come un autentico riconoscimento".
Attorno alla vendita del Teatro delle Vittorie, che rientrava negli immobili di cui la Rai ha deciso di disfarsi da qui ai prossimi anni, iscritti in un piano di smaltimento approvato e già messo in cantiere, si era sollevato un polverone non da poco, sostenuto anche da voci illustri della televisione che, infatti, dichiaravano inaccettabile la dismissione di un luogo storico come in più occasioni ha ribadito Fiorello. Nell'ottica dell'ad Giampaolo Rossi, invece, non era necessario sollevare una simile polemica. Intanto dopo l'interesse mostrato da Alessandro Giuli, Ministro della Cultura, per l'acquisto della struttura, tutto tace. Una vicenda che ha lasciato l'amaro in bocca a non pochi dei suoi protagonisti e che mette la Rai in una posizione non certo comoda, dalla quale non sarà poi così facile venir fuori.
D'altra parte, proprio sulla gestione del ricordo di Pippo Baudo, a un anno dalla sua scomparsa c'erano state non poche perplessità. Uno dei più grandi nomi della televisione è stato ricordato con uno speciale in cui appaiono i grandi momenti che hanno segnato la sua carriera, ma un racconto più accorato del perché Baudo sia diventato un baluardo della televisione italiana, probabilmente, avrebbe lasciato più il segno. Invece si è preferita una strada più istituzionale, ma forse meno di cuore.