Selvaggia Lucarelli fuori da Ballando: “Io ignorata, mai sentito un dirigente Rai. Ferragni? Dispiaciuta per lei”

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A poche ore dalla prima puntata della nuova edizione di Ballando con le stelle orfana di Selvaggia Lucarelli, l’ex giurata racconta di essere stata ignorata dalla Rai dopo la decisione di passare a Mediaset: “Milly Carlucci incoraggiata a sostituirmi”.

Non c’è stato alcun tentativo da parte della Rai di provare a trattenere Selvaggia Lucarelli quando l’ex giurata ha deciso di abbandonare Ballando con le stelle per passare a Mediaset. A rivelarlo è la giornalista, che chiarisce quanto accaduto durante i mesi che l’hanno vista protagonista del toto-cast del talent show condotto da Milly Carlucci, pur non facendone, di fatto, più parte. A Valerio Palmieri su Chi, Lucarelli rivela di non avere mai sentito alcun dirigente Rai né durante i 10 lunghi anni che l’avevano vista protagonista del format nel suo ruolo da giurata, né quando, corteggiata da Mediaset ("Mi hanno accolta con gentilezza, con la presenza", dice oggi della televisione guidata da Pier Silvio Berlusconi), ha deciso di lasciare il servizio pubblico per cominciare la sua carriera altrove.

"La Rai è rimasta coerente con se stessa, non l’ho mai sentita in dieci anni in cui ho lavorato lì e non l’ho sentita quando sono andata via. Non ho mai avuto il piacere di incontrare un dirigente, di essere convocata a un appuntamento per parlare del futuro. Sono stata beatamente ignorata come se non fosse accaduto nulla", racconta l’ex giurata, che svela come, durante questi anni, siano stati Milly Carlucci e il suo capo autore Giancarlo De Andreis a difendere la sua posizione contro qualsiasi tipo di ingerenza, anche filtrata dai piani alti: "Mi ha difeso più volte quando la Rai ha provato a incoraggiarla a sostituirmi, a inserire persone un po’ più allineate, persone che avevano più amicizie nel mondo della politica. Ho avuto sempre questa grande capacità di inimicarmi tutti, sia a destra che a sinistra. In questi dieci anni sono cambiati i governi, eppure Milly e Giancarlo De Andreis hanno talvolta dovuto lottare per tenermi anche quando non c’era un governo di destra". Così il passaggio a Mediaset si sarebbe consumato senza drammi, con Carlucci che ha rivoluzionato la sua squadra di lavoro per cercare di far quadrare la giuria nonostante l’addio di uno dei suoi componenti principali. E oggi, con Barbara d’Urso e Simona Ventura entrate in squadra al suo posto, il pubblico sembra aver cominciato a intravedere quanto l’apporto di Lucarelli al programma fosse fondamentale, al punto da spingere lei stessa a commentare i numerosissimi commenti nostalgici di chi ha riconosciuto quanto il format abbia perduto, in termini di ritmo, senza di lei.

Quello in corso resta però un periodo d’oro per Selvaggia sotto il profilo professionale, con Mediaset che ha deciso di investire su di lei affidandole addirittura la conduzione dell’Isola dei famosi, oltre che la poltrona da opinionista al Grande Fratello Vip. Un periodo d’oro cominciato con una delle inchieste più importanti nella vita di Lucarelli, quella che ha portato allo scoppio del cosiddetto "Pandoro Gate", il servizio che ha riscritto in negativo la carriera di Chiara Ferragni, in vetta alle classifiche delle influencer più seguite al mondo prima che un approfondimento giornalistico pubblicato da Lucarelli accendesse un faro sul pericoloso e fin troppo sottile limite tra beneficenza e pubblicità.

Con quell’inchiesta la vita di Ferragni è cambiata e il suo lavoro ha subito una profonda battuta d’arresto determinata dal crollo della sua reputazione. Qualcosa per cui Selvaggia si dice oggi dispiaciuta, pur rivendicando, com’è giusto che sia, quanto il suo lavoro sia stato fondamentale nell’indagare un fenomeno che andava approfondito:

Umanamente mi è dispiaciuto per lei appena è subentrata la gogna, quella violenta. Inizialmente ho partecipato anche io a questo tiro al bersaglio verso la dea che cade dall’Olimpo, ma poi, dopo i primi giorni, è subentrato un meccanismo di immedesimazione. Ho detto: ‘Forse è tutto troppo'. L’odio che leggevo non era proporzionato rispetto a quello che era accaduto. Ho cercato, poi, di avvicinarla per chiudere un cerchio, ma non c’è stata disponibilità. E, quindi, alla fine, soprattutto per il pubblico, è stata vista come una cosa molto personale. Non lo era, non lo è mai stata. Per me lei rappresentava un fenomeno. Perché non era solo la caduta di Chiara Ferragni, ma di un sistema di influencer.

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