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Caso Chiara Ferragni

Chiara Ferragni prosciolta per il caso Pandoro Gate, la Procura di Milano rinuncia al ricorso in Cassazione

La Procura di Milano non presenterà ricorso in Cassazione contro il proscioglimento di Chiara Ferragni dall’accusa di truffa aggravata. “Chiara è innocente ed è emerso anche nel dibattimento”, ha dichiarato a Fanpage.it l’avvocato Giuseppe Iannaccone.
Chiara Ferragni in Tribunale a Milano (foto da LaPresse)
Chiara Ferragni in Tribunale a Milano (foto da LaPresse)
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La Procura di Milano ha deciso che non presenterà ricorso in Cassazione contro il proscioglimento di Chiara Ferragni. Lo scorso 14 gennaio, il giudice Ilio Mannucci Pacini aveva dichiarato il "non doversi procedere" per il procedimento che vedeva l'influencer e imprenditrice cremonese imputata per il cosiddetto ‘Pandoro Gate‘, insieme al suo ex braccio destro Fabio Damato e Francesco Cannillo, rappresentante di Cerealitalia. Durante il dibattimento, infatti, l'accusa di truffa aggravata dalla minorata difesa è stata derubricata a truffa semplice, che però non è procedibile d'ufficio. Mancando le querele, ritirate a seguito di risarcimenti, il processo era diventato "improcedibile". "Chiara è totalmente innocente", ha ribadito a Fanpage.it l'avvocato Giuseppe Iannaccone, che assiste Ferragni insieme al collega Marcello Bana, "la Procura ha voluto andare a dibattimento, ma è emersa la sua correttezza".

Le operazioni pubblicitarie sotto accusa

L'accusa di truffa aggravata dalla minorata difesa era relativa alle campagne pubblicitarie legate alle vendite del pandoro Pink Christmas Balocco e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi, tra il 2021 e il 2022. Secondo l'accusa, Ferragni avrebbe indotto i consumatori a pensare che acquistando quei prodotti, parte degli incassi sarebbe andata ad associazioni benefiche e ospedali pediatrici. In realtà, però, le donazioni erano state già effettuate e non dipendevano dalle vendite né del pandoro né delle uova.

A gennaio 2025 Ferragni, Damato e Cannillo erano stati rinviati a giudizio nell'inchiesta coordinata dai pm Eugenio Fusco e Cristian Barilli. Per l'accusa, con le due operazioni commerciali avevano ottenuto presunti ingiusti profitti per 2,2 milioni di euro. Le richieste di condanna erano pari a 1 anno e 8 mesi per Ferragni e Damato e a 1 anno per Cannillo.

Il proscioglimento definitivo

Lo scorso 14 gennaio, però, il giudice Mannucci Pacini ha disposto il "non doversi procedere" e il conseguente proscioglimento degli imputati dalle accuse. Nelle motivazioni era stata riconosciuta una forma di "pubblicità ingannevole", che era già stata indicata dall'Antitrust nel procedimento che ha portato alla sanzione per Ferragni superiore al milione di euro, ma era stata bocciata la tesi della "minorata difesa". Secondo il giudice, infatti, il solo fatto che l'operazione si era svolta online non avrebbe costituito una "asimmetria informativa" superiore rispetto ai messaggi veicolati attraverso i "media tradizionali" e l'accusa non aveva "fornito riscontri fattuali" che dimostrassero la fondatezza dell'aggravante.

Per questo motivo, l'ipotesi di reato era stata riqualificata in truffa semplice. Tuttavia, questa è procedibile solo dietro querela. Il Codacons aveva depositato un esposto in procura contro Ferragni, ma aveva deciso di ritirare la denuncia a seguito di un accordo trovato con la stessa imprenditrice. Una scelta che era stata intrapresa anche dai consumatori che avevano contestato quelle operazioni di mercato.

Mancando la querela, il giudice ha dovuto prosciogliere gli imputati. Come appreso da Fanpage.it, ora i pm Fusco e Barilli hanno scelto di rinunciare al ricorso in Cassazione. "Ci aspettavamo questa decisione da parte della Procura", ha commentato l'avvocato Iannaccone, "per riaprire il processo avrebbero dovuto contestare l'aggravante di una truffa, ma nel capo d'imputazione non è presente il nome nemmeno di una persona truffata". Il proscioglimento diventerà così definitivo.

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