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Raffaella Carrà più bibita e patatine omaggio: la vicenda legale che ha svelato l’identità del figlio

Giovanni Pelloni Bulzoni, unico erede di Raffaella Carrà, era rimasto nell’ombra per molto tempo. Il suo nome è balzato agli onori delle cronache in relazione a una curiosa iniziativa legale intentata nei confronti della modalità di vendita dei biglietti del musical dedicato a Raffaella Carrà.
A cura di Andrea Parrella
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La vicenda di Gian Luca Pelloni Bulzoni, unico erede di Raffaella Carrà emerso agli onori delle cronache solo nelle scorse ore, è di quelle che ha svelato un pezzettino in più di quella riservatezza con cui Carrà ha approcciato al suo privato e alla scelta di chi dovesse occuparsi della sua legacy, ovvero l'eredità immensa, a livello musicale e culturale, che avrebbe lasciato dopo la sua morte.

Pelloni Bulzoni è stato l’uomo ombra di Raffaella Carrà per quasi 30 anni, una presenza costante nella vita pubblica della conduttrice più amata d’Italia, ma anche custode del suo patrimonio artistico e personale. Tuttavia prima delle scorse ore il suo ruolo di erede non era mai emerso chiaramente, sebbene la giornalista Adriana Pannitteri rivendichi in queste ore di avere sottolineato la sua rilevanza nella vita di Carrà in un suo libro.

La figura di Bulzoni è però tornata all'attenzione di Vincenzo Brunelli, che ne ha scritto sul Corriere della Sera, attraverso una vicenda di tribunale piuttosto singolare, raccontata proprio nell'articolo pubblicato il 16 marzo. La questione riguarda il musical teatrale Bailo Bailo, portato in scena in Spagna nel 2023 e contestato proprio da Bulzoni che ha chiesto a un tribunale l'inibitoria alla "realizzazione, distribuzione, pubblicizzazione e rappresentazione, in qualsiasi forma e tramite qualunque mezzo", per l'assenza del suo consenso. Presentandosi come erede unico di Carrà, di fatto Pelloni Bulzoni è uscito allo scoperto.

Il musical in questione è "Bailo Bailo" (Explota Explota), un adattamento teatrale basato sul film del 2020 diretto da Nacho Álvarez, che celebra i grandi successi di Raffaella. Lo fa utilizzando le canzoni celebri di Carrà, raccontando la storia di una donna che ambisce a diventare una star della televisione spagnola negli anni del franchismo.

L'inibitoria non è stata accolta tuttavia dal tribunale, perché secondo la giudice Laura Centofanti le 36 rappresentazioni teatrali del musical si sono già svolte e non ne sono previste altre e che dunque per eventuali risarcimenti a Pelloni Bulzoni si dovrà proseguire l'azione legale nel processo di merito. Tra le motivazioni più curiose della contestazione di Pelloni Bulzoni una circostanza risultava particolarmente offensiva: le rappresentazioni teatrali del musical  associavano infatti anche alla vendita del biglietto per il teatro "un omaggio per l’acquirente costituito da patatine e Coca Cola, circostanza quest’ultima che avrebbe gravemente offeso la memoria di sua madre"

Ad ogni modo il ruolo di erede di Pelloni Bulzoni è stato chiarito anche attraverso un comunicato ufficiale legato alla Fondazione Carrà, in cui si legge che "La scelta della signora Raffaella Carrà di adottare il sig. Gian Luca Pelloni Bulzoni era finalizzata a proseguire la sua attività e portare avanti in nome suo tutte le iniziative benefiche a lei care […] oltre a patrocinare anche eventi culturali e musicali in onore dell'artista". Tra i quali, evidentemente, non rientrava lo spettacolo teatrale "Bailo Bailo".

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