Pupo: “Canto per la Russia perché mi paga. Ho sfiorato il suicidio per i debiti di gioco”

C'è una frase che Pupo ripete spesso quando gli chiedono della sua vita sentimentale, una frase che suona come una dichiarazione di guerra alle convenzioni: "Anna ha sposato non un uomo ma una causa". Dal 1974 è sposato con Anna, dal 1989 convive anche con Patricia. Cinquant'anni di equilibrismo sentimentale che farebbero tremare i polsi a chiunque, ma non a Enzo Ghinazzi. In questa lunga intervista che il cantante ha di "Gelato al cioccolato" ha rilasciato a Libero, c'è tutta la sua vita incredibile.
"Viviamo bene tutti e tre"
"Viviamo bene tutti e tre", dice con la naturalezza di chi sta descrivendo una normale serata in famiglia. "L'equilibrio c'è e facciamo anche delle vacanze insieme. A volte, in automobile, mi siedo dietro e faccio finta di dormire per curiosare cosa dicono di me quelle due là davanti". È l'immagine più surreale e insieme più umana di un uomo che ha fatto dell'apertura mentale – e perché no, anche della trasgressione – il suo marchio di fabbrica. Un rapporto "da non consigliare affatto", ammette lui stesso, eppure funziona da decenni. Come se avesse trovato una formula magica per moltiplicare l'amore invece che dividerlo.
La notte del suicidio sfiorato per i debiti di gioco
La fine degli anni Ottanta lo ha colto "a pezzi per debiti di gioco". Una notte al casinò di Venezia perse 200 milioni delle vecchie lire, una cifra che oggi equivarrebbe a più di centomila euro.
Con la mia Jaguar mi misi al volante per tornare in Toscana, a casa. Sul viadotto fra Bologna e Firenze mi fermai e mi balenò l'idea di gettarmi di sotto […] Ma passò un camion con rimorchio che fece tremare la Jaguar, mi destai da quel torpore malinconico e addio suicidio.
La differenza tra ludopatia e passione per il gioco, Pupo la spiega con la precisione di chi ha attraversato entrambi i mondi.
C'è chi si sveglia alla mattina e si perde davanti a una slot machine. È disperazione, uno diventa passivo. Ma io non sono mai stato ludopatico Sono sempre stato un giocatore d'azzardo vero. Mi sedevo a un tavolo da gioco perché il poker è sempre stato una passione. Come le donne.
Oggi ha smesso da vent'anni, ma il demone non è morto: "È come non scopare più anche se il sesso attira sempre". "Le altre due passioni, gioco e sesso, dormono dentro di me. Soffro ma resisto". È la confessione di un uomo che sa di portarsi dentro dei mostri, ma ha imparato a tenerli a bada.
"Vado in Russia perché mi pagano"
A 70 anni, mentre l'Europa discute di sanzioni e isolamento, Pupo annuncia con orgoglio il suo tour mondiale che toccherà anche Russia, Mosca e San Pietroburgo. "Vado dove mi offrono un ingaggio e dove pagano. Sono un professionista", dice senza mezzi termini. La sua posizione sulla guerra? "Amo il popolo russo come il popolo ucraino dal 1979 perché entrambi mi hanno dato una dignità artistica unica. Sarà una bella occasione per cantare la pace". Parole che suonano come una provocazione in tempi di schieramenti obbligati.