Presley Gerber e le dipendenze: il figlio 27enne di Cindy Crawford faceva trattamenti di ibogaina per disintossicarsi

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Figlio di Cindy Crawford e Rande Gerber e fratello maggiore di Kaia, Presley Gerber ha iniziato a lavorare come modello da adolescente. Negli ultimi anni ha raccontato pubblicamente la sua battaglia contro depressione e dipendenze, parlando anche dei tentativi di recupero e del sostegno ricevuto dalla sua famiglia.

Negli ultimi anni Presley Gerber, figlio di Cindy Crawford e Rande Gerber, ha parlato sempre più spesso della sua vita fuori dal mondo della moda. Della depressione, degli attacchi di panico, della dipendenza dalle sostanze e dei tentativi di uscirne. Lo ha fatto nelle interviste e soprattutto sui social, spiegando di voler trasformare la propria difficile esperienza in qualcosa che potesse servire agli altri.

Presley aveva iniziato a fare il modello da adolescente, seguendo un percorso che lo aveva portato sulle passerelle e nelle campagne dei grandi marchi. Ma negli ultimi anni erano soprattutto le sue parole sulla salute mentale e sulla dipendenza a raccontare il momento che stava vivendo. È morto il 20 settembre 2026, a 27 anni, mentre si trovava in una struttura di riabilitazione. Il Los Angeles County Medical Examiner ha confermato il decesso, ma non ha reso ancora nota la causa della morte.

Dalla moda alle dipendenze

Presley Walker Gerber nasce il 2 luglio 1999 a Beverly Hills. La moda entra molto presto nella sua vita: a 15 anni viene scelto da IMG Models e nel 2016 debutta in passerella per Moschino a Los Angeles. Negli anni successivi lavora per diversi grandi brand, da Dolce & Gabbana a Calvin Klein, fino a Tommy Hilfiger, seguendo una strada che sembra naturale per il figlio di una delle modelle più celebri degli anni Novanta.  Nel 2018 compare anche accanto alla madre nella campagna Pepsi che richiama proprio lo storico spot del 1992 di Cindy Crawford. In quel mondo, però, Presley non sembra prendersi troppo sul serio. In un'intervista a W Magazine racconta che durante le prime sfilate il suo unico pensiero è "non cadere", una battuta che restituisce la naturalezza con cui affronta un ambiente nel quale il suo cognome è già molto noto.

Il primo episodio che rende pubbliche le sue difficoltà arriva nel 2019, quando viene arrestato a Beverly Hills per guida in stato di ebbrezza. Il caso si conclude con tre anni di libertà vigilata, due giorni di lavori socialmente utili e la partecipazione a un programma di recupero. Nel 2020, però, è un cambiamento al suo aspetto fisico a raccontare qualcosa di più personale sul momento che sta vivendo. Presley si tatua sotto un occhio la parola “Misunderstood”, “incompreso” e, durante una diretta Instagram, a un utente gli chiede perché abbia scelto proprio quella parola, risponde: "Credo di non sentirmi molto compreso". La sua decisione fa subito discutere: dopo averlo mostrato sui social, infatti, Presley riceve numerose critiche per avere inciso sul volto una parola destinata a rimanere visibile, ma lui difende la sua scelta e ribatte: "Se avessi pensato che questo mi avrebbe rovinato il viso non l'avrei fatto". La scritta, comunque, non resta a lungo sul suo volto e viene successivamente rimossa.

Gli anni più difficili e la scelta di raccontarsi

È negli anni successivi, però, che Presley comincia a parlare apertamente della dipendenza e del percorso che lo porta più volte a cercare aiuto. Nel 2023, intervistato dal podcast Studio 22, spiega di voler usare la propria esperienza per aiutare altre persone: "Se riuscissi ad aiutare anche una sola persona, o cento, a uscire da quel momento che ho vissuto anch'io, per me sarebbe sufficiente". Da quel desiderio nasce anche Mental Health Mondays, la serie di contenuti con cui affronta sui social temi come depressione, dipendenza e recupero. Nel 2024, in alcune Instagram Stories poi cancellate, racconta di avere avuto una dipendenza da oppioidi e di essere sopravvissuto a un'overdose da fentanyl, per poi parlare anche di depressione, attacchi di panico e del suo rapporto complicato con i farmaci. Nel dicembre 2025, in un video pubblicato sui social, racconta di assumere tra gli altri buprenorfina, Xanax e Valium e di avere consultato circa 15 psichiatri nel tentativo di trovare una terapia che gli permetta di stare meglio. Al tempo stesso ammette di avere smesso di bere e di voler cambiare alcune delle proprie abitudini.

A raccontare quanto sia lungo e difficile il percorso di Presley è anche la sorella Kaia. In un'intervista a Vogue nell'agosto 2026, la modella parla della dipendenza del fratello come di una battaglia durata circa dieci anni: "Quando succede qualcosa del genere in una famiglia, finisce per cambiare gli equilibri di tutti", spiega, aggiungendo che, mentre Presley ha scelto progressivamente di parlare delle proprie difficoltà in pubblico, i genitori hanno sempre mantenuto grande riservatezza sulla vita privata dei figli.

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La famiglia resta comunque una presenza costante nel percorso di Presley. Cindy Crawford e Rande Gerber, sposati dal 1998, negli anni parlano soprattutto del rapporto costruito sull'amicizia, sul rispetto e sulla capacità di affrontare insieme i momenti più complicati. Nel 2025, per il loro 27esimo anniversario di matrimonio, la modella scrive di sentirsi fortunata ad avere Rande al suo fianco "per tutti gli alti e bassi che la vita porta con sé", ringraziandolo per la sua forza e per la protezione nei confronti di lei, Presley e Kaia.

La disintossicazione con Ibogaina in Messico, vietata in America

Nel marzo 2026 Presley racconta sui social di essersi sottoposto in Messico a un trattamento disintossicante con ibogaina, una sostanza psichedelica ricavata dalla Tabernanthe iboga non approvata negli Stati Uniti come trattamento medico dalla Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia federale che regolamenta farmaci e prodotti sanitari. Negli Usa, intanto, sull'ibogaina si è aperto un dibattito anche sul piano della ricerca. Ad aprile 2026 un ordine esecutivo ha chiesto di accelerare gli studi sugli psichedelici, compresi i composti a base di ibogaina, e pochi giorni dopo la FDA ha dato il via libera al primo studio clinico americano sulla noribogaina, un suo derivato. Per ora, però, si parla ancora di ricerca e sperimentazione, non di una terapia approvata.

In uno dei suoi ultimi post pubblicati su Instagram, Presley condivide un video registrato poco prima del trattamento. Racconta di essersi sentito terrorizzato, ma anche di voler rinunciare a tenere tutto sotto controllo e di avere finalmente affrontato ciò da cui stava scappando. Alla fine, ammette di sperare che sia l'ultima volta in cui dovrà tornare a sottoporsi a un trattamento del genere. Sotto al video arriva il commento di mamma Cindy che lo definisce "un guerriero". Alle sue parole si unisce anche il padre Rande, che si dice orgoglioso di lui e del suo coraggio, per poi aggiungere: "affrontare le difficoltà richiede una vera forza, vederti ritrovare te stesso è tutto".

L'ultima volta che Presley appare in pubblico è l'11 giugno 2026, a Malibu, proprio accanto ai genitori. I tre partecipano a un evento organizzato da We Are ENOUGH e Aviator Nation dedicato alla salute mentale e Presley torna a parlare della propria esperienza, raccontando anche il momento in cui, a 23 anni, ha iniziato a distinguere maggiormente se stesso dalle voci interiori che lo condizionavano.

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