Perché Falsisissimo di Corona è stato bloccato: “Nessun indizio su un sistema Signorini, solo le sue abitudini sessuali”

Il giudice Roberto Pertile ha specificato nell'ordinanza che impedisce a Fabrizio Corona di mandare online su Youtube la terza puntata di Falsissimo su Alfonso Signorini i motivi per i quali questo divieto è stato reso effettivo. Alla base l'assenza di un interesse pubblico per "le preferenze e le abitudini sessuali" di Signorini, visto che non c'è alcun "indizio" di quel "sistema basato su ricatti sessuali" per favorire l'ingresso di candidati al Grande Fratello.
Per il giudice, come si legge nel provvedimento, "i fatti raccontati dal Corona nei controversi video non possono (…) considerarsi oggettivamente veritieri", dato che anche lui stesso "evidenzia che essi ancora necessitano di verifiche". L'ex re dei paparazzi "non ha raggiunto la prova che i materiali in suo possesso contengano la prova di eventuali comportamenti illeciti" e "si è limitato a riferire di attrazione sessuale o relazioni sessuali che, per sé sole, nel nostro ordinamento non costituiscono illeciti". Il giudice sottolinea una piena differenza tra "il suo diritto ad ‘informare' col suo diritto a criticare", anche perché le "prove si riferiscono soltanto ai fatti ma non anche alle opinioni".
Per il Tribunale inoltre manca anche "un principio di prova della genuinità" della chat mostrate da Corona, aprendo a due ulteriori contestazioni: la prima riguarderebbe le conversazioni con tale Vincenzo, che risalirebbero a un periodo che va da novembre 2014 al novembre 2015 e sarebbero a loro volta prive di "indizi di eventuali coercizioni", ma anzi con "piena consapevolezza dei due interlocutori". Parimenti per Antonio Medugno, chat e immagini sarebbero prive di "indizi di eventuali illeciti". Sono contenuti, ribadisce il giudice, che riguardano solo "la sfera intima delle persone coinvolte".
Si aggrava la posizione di Corona anche per "la continenza della forma", sottolineando come quest'ultimo abbia apostrofato con almeno "un epiteto" Alfonso Signorini nel suo format. Con la pubblicazione di altre puntate, spiega il giudice, c'è il "pericolo di ulteriore aggravamento del danno" per il noto conduttore Mediaset. Arrivare ad un provvedimento di inibitoria come questo, conclude il giudice Pertile, così come stabilito dalla Cassazione, non c'è necessità che "la responsabilità civile del diffamante sia stata accertata con sentenza irrevocabile", potendo spingere per una "funzione preventiva" onde evitare una ulteriore "lesione del diritto dell'onore e della reputazione". Intanto Corona ha già dichiarato di non volersi fermare.