Parla di un vibratore in un’intervista: arrestata per oscenità l’ex concorrente dell’Isola dei Famosi turca

Un'intervista su YouTube, una battuta di troppo sulla sua intimità e scattano le manette: sta facendo discutere in Turchia l'arresto di Bennu Gerede, fotografa, ex attrice ed ex concorrente di Survivor (la versione turca de L'Isola dei Famosi), finita in custodia con l'accusa di oscenità dopo alcune dichiarazioni rilasciate in un video diventato virale in poche ore. A far partire l'inchiesta è stata la stessa Procura, che ha aperto un fascicolo d'ufficio contestando alla donna la violazione dell'articolo 226 del codice penale turco, la norma che punisce i reati contro il buon costume. Durante il format web, Gerede aveva raccontato di portare sempre con sé un vibratore portatile e di utilizzarlo all'occorrenza durante la giornata per stimolare la libido. Un passaggio che i giudici hanno ritenuto penalmente rilevante.
L'arresto e l'oscuramento del canale
Nelle ore successive alla diffusione del filmato, la magistratura ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti della 54enne, poi trasformato in custodia cautelare. Le indagini sono tuttora in corso, ma la Procura si è già mossa sul fronte della censura online, chiedendo e ottenendo il blocco dell'accesso al canale YouTube che aveva trasmesso l'intervista. Un segnale d'allarme chiaro in un Paese dove il controllo sui contenuti del web si sta facendo sempre più stringente, soprattutto quando toccano la sfera della sessualità.
L'episodio, infatti, va letto all'interno di una cornice ben più ampia del singolo "scandalo". L'articolo 226 viene da tempo contestato dalle organizzazioni per i diritti umani perché utilizzato come uno strumento di censura a maglie larghe: nato per punire la pedopornografia o atti osceni pubblici gravi, negli ultimi anni è stato piegato dalle autorità di Ankara a grimaldello morale contro la comunità LGBTQ+, gli artisti e la narrazione libera della sessualità femminile. Un precedente analogo aveva già fatto scalpore nel Paese quando la nota influencer Merve Taşkın venne incriminata e messa sotto processo per lo stesso identico reato dopo aver condiviso scatti ritenuti provocatori durante un viaggio in un museo del sesso ad Amsterdam. Il caso di Bennu Gerede ne è l'ennesima conferma: in una Turchia attraversata da un costante ripiegamento conservatore, parlare pubblicamente di piacere femminile non viene letto come un atto di emancipazione o di intrattenimento, ma come una minaccia diretta al decoro pubblico da reprimere per via giudiziaria.
Dalle copertine a Survivor: chi è Bennu Gerede
Il caso sta facendo parecchio rumore in Turchia anche per la notorietà della protagonista. Bennu Gerede è un volto popolarissimo del piccolo schermo, nota al grande pubblico proprio per la sua partecipazione al reality di sopravvivenza. Formatasi come fotografa alla Parsons School of Design di New York, negli anni ha lavorato come ritrattista di moda concentrando la sua ricerca sui diritti delle donne e sul corpo. Non solo: Gerede appartiene a una delle famiglie più in vista del Paese. È infatti la nipote del colonnello Hüsrev Gerede, uno dei fedelissimi del fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Atatürk, durante la guerra d'indipendenza. Un cognome ingombrante che non l'ha salvata dai guai giudiziari per quella frase pronunciata davanti alle telecamere.