Paola Marella, il marito ha trovato nel suo pc il file “Voglio vivere”: all’interno foto e la scelta di tenere i social aperti

A due anni dalla morte di Paola Marella, il marito Domenico Traversa torna a parlare pubblicamente della designer e conduttrice scomparsa nel settembre 2024. Tra i file personali lasciati nel computer di Paola, la famiglia ha trovato qualcosa di inaspettato: una cartella con un nome preciso, senza margini di ambiguità. Si chiama "Voglio vivere". Al suo interno, Paola aveva raccolto le fotografie dei momenti più belli, gli scatti dei giorni felici, le immagini di una vita che lei stessa aveva scelto di tenere insieme anche digitalmente.
Una scoperta che ha colpito il marito e il figlio Nicola nel profondo. "Dice tutto del suo modo di stare al mondo e di come ha affrontato la malattia", racconta Domenico Traversa.
Perché i social di Paola Marella restano aperti
Quasi 600mila follower ancora lì, fermi su un profilo che non si aggiorna ma che continua a esistere. La scelta di non chiudere i canali social di Paola Marella non è casuale né sentimentale nel senso banale del termine. Secondo il marito, tenere quei profili attivi significa prolungare qualcosa di concreto: "Tenere aperti i suoi profili social significa permettere a Paola e alla sua voglia di vivere di continuare a esistere, di raggiungere altre persone e di trasformarsi in qualcosa di utile."
Una continuità che la famiglia ha voluto preservare proprio in coerenza con quella cartella nel pc: il messaggio di chi ha scelto di vivere fino all'ultimo deve continuare a circolare.
Gli amici della tv: chi è rimasto
Nel mondo della televisione, i rapporti nati sotto le luci dei set raramente sopravvivono quando le luci si spengono. Nel caso di Paola Marella, però, le cose sono andate diversamente. Domenico Traversa parla di amicizie costruite nel tempo e curate fino all'ultimo, che continuano a manifestarsi "con discrezione e costanza". Alcuni volti noti stanno sostenendo le iniziative della Fondazione Paola Marella in modo concreto, a conferma che certi legami non erano legati al calendario delle ospitate.
Il dolore, spiega Traversa, "ha solo cambiato forma". Due anni sono pochi per elaborare la perdita di una presenza così centrale, e certi momenti della quotidianità continuano a far sentire il peso dell'assenza. Da quella consapevolezza è nata la scelta di canalizzare il vuoto in qualcosa di misurabile: il progetto "POP" della Fondazione Paola Marella, una piattaforma di formazione dedicata ai giovani oncologi specializzati nel tumore al pancreas, la stessa malattia che ha portato via la designer.