Omicidio Rob e Michele Reiner, proteste contro il figlio dopo l’udienza rinviata: rischia la pena di morte

Oggi era il giorno dell'udienza sull'omicidio di Rob e Michele Reiner. Il figlio Nick Reiner è apparso in aula con la testa completamente rasata e visibilmente provato. Il 32enne è accusato di duplice omicidio di primo grado per la morte dei genitori, trovati senza vita nella loro abitazione di Brentwood lo scorso 14 dicembre. L'udienza è stata rinviata, ma all'esterno vibranti le proteste della cittadinanza. Sono apparsi cartelli di protesta: "Trump wants your pussy!", si legge. Proteste anche contro lo stesso Trump, il quale aveva detto cose indicibili all'indirizzo di Rob Reiner.
L'udienza e il cambio di difesa
Vestito con una tuta color cachi e con una barba incolta, Nick si è presentato in tribunale mercoledì 7 gennaio accompagnato dall'avvocato Alan Jackson. Durante l'intera udienza è rimasto ammanettato, assistendo a un momento cruciale: Jackson ha ufficialmente rinunciato all'incarico, e il giudice ha assegnato al 32enne un difensore d'ufficio.
Nick, che durante tutta la comparsa è sembrato sul punto di scoppiare in lacrime, ha rinunciato al diritto di concludere l'udienza preliminare nella stessa giornata. Il procedimento è stato quindi rinviato al 23 febbraio.

Le condizioni di detenzione
Secondo fonti dello sceriffo della contea di Los Angeles, Nick non è più sotto sorveglianza anti-suicidio presso il Twin Towers Correctional Facility nel centro di Los Angeles. Era stato posto sotto stretto controllo dal momento del suo ingresso nel sistema carcerario, la mattina del 15 dicembre, e da allora è stato tenuto in isolamento.
Le autorità carcerarie hanno rimosso la speciale tunica anti-suicidio che era obbligato a indossare costantemente – e che aveva durante la prima comparsa in tribunale del 17 dicembre – sostituendola con la divisa standard: maglietta e pantaloni blu regolamentari.
Le accuse e la pena richiesta
Nick deve rispondere di due capi d'imputazione per omicidio di primo grado. L'ufficio del medico legale della contea di Los Angeles ha confermato che Rob, 78 anni, e Michele, 70 anni, sono morti a causa di "multiple ferite da taglio".
Il procuratore distrettuale Nathan J. Hochman sta perseguendo una condanna per omicidio con "circostanze speciali", una qualificazione che potrebbe rendere Nick passibile della pena di morte o dell'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Da qui, il cartello apparso all'esterno del Tribunale.