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Mediaset denuncia Adinolfi per diffamazione dopo aver difeso Corona e Giambruno: “Chiesta la rimozione dei video”

Mediaset e RTI trascinano Mario Adinolfi in tribunale: depositata un’istanza di conciliazione con richiesta di risarcimento danni per diffamazione. Al centro della denuncia, che Fanpage ha potuto visionare, ci sono 19 contenuti tra video e articoli in cui il giornalista accusava l’azienda di “metodi ricattatori”, citando i casi Andrea Giambruno e Corona-Signorini.
A cura di Sara Leombruno
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Mediaset e R.T.I. (Reti televisive italiane Spa) passano alle vie legali contro Mario Adinolfi. Secondo quanto si legge nei documenti che Fanpage ha visionato, l'azienda di Cologno Monzese ha depositato lo scorso 19 febbraio un'istanza di mediazione rivolta al giornalista, per una causa di risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa. A seguito della denuncia, è stata chiesta esplicitamente la rimozione immediata di 19 "contenuti illeciti, diffamatori e lesivi", tra post social, video e articoli pubblicati, in cui Adinolfi accusava Mediaset di "metodi ricattatori", citando i casi Andrea Giambruno e Corona – Signorini.

Le accuse di Mediaset: cosa c'entrano Corona e Giambruno

Nel documento di denuncia visionato da Fanpage, Mediaset motiva l'intervento legale parlando di accuse "del tutto prive di fondamento e particolarmente lesive della reputazione e della dignità morale e professionale" dei collaboratori e delle società stesse. L'azienda sottolinea come la propria immagine sia stata denigrata attraverso la descrizione di una realtà "intrisa di dinamiche ricattatorie e sostanzialmente prostitutive". Ad Adinolfi viene quindi contestata la pubblicazione di contenuti definiti "denigratori, diffamatori e falsi".

Tra gli episodi citati nell'atto, figurano le dichiarazioni di Adinolfi sul caso Andrea Giambruno. Il giornalista aveva descritto la pubblicazione dei fuorionda di Striscia la Notizia come una "finta operazione" e "un atto di minaccia nei confronti del Presidente del Consiglio", volto a "mettere all'angolo" l'allora compagno di Giorgia Meloni. Altro punto focale della denuncia riguarda le parole spese sul caso Corona-Signorini. In un video-intervento, Adinolfi aveva commentato quanto sostenuto da Fabrizio Corona sul conduttore del Grande Fratello, scagliandosi contro il cosiddetto "sistema Mediaset": "Il silenzio e l'omertà deriva dal fatto che gli attori del sistema mediatico o sono stati pagati o […] sperano di essere pagati, per questo tacciono o vanno contro Fabrizio Corona", erano state le parole.

La replica di Adinolfi: "Metodo intimidatorio"

La risposta di Mario Adinolfi non si è fatta attendere ed è arrivata via Instagram, dove ha confermato di essere stato raggiunto dalla querela. "Marina e Pier Silvio Berlusconi mi denunciano per aver criticato pratiche e metodi che conosco bene", ha scritto il giornalista, citando nuovamente il caso Giambruno come un esempio di "carriera devastata per mandare un monito al premier". Adinolfi ha poi rincarato la dose sulla questione legata ad Alfonso Signorini e ai programmi prodotti da RTI-Endemol, parlando di comportamenti che violerebbero il codice etico dell'azienda. Il giornalista ha infine lanciato un appello all'Ordine dei Giornalisti: "L’OdG ha niente da dire sul metodo intimidatorio della querela milionaria adottato dai fratelli Berlusconi? Si vuole continuare a premiare gli editori che ordinano l’omertà?". La battaglia legale è appena iniziata, ma Adinolfi ha già fatto sapere che la sua risposta alla proposta conciliativa è negativa, definendo la richiesta di Mediaset come un tentativo di "censura" su contenuti di libera informazione.

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