Maurizio Battista e la denuncia all’ex manager Fabio Censi: fissato il processo per truffa

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Dopo la denuncia di Maurizio Battista al suo ex manager per truffa, la Procura di Roma ha stabilito un’udienza pre-dibattimentale per febbraio, dove anche il comico rischia di dover rispondere per diffamazione.

Risale ormai all'inizio di quest'anno la notizie della denuncia che Maurizio Battista ha rivolto al suo ex manager, Fabio Censi, accusandolo di avergli sottratto almeno 2 milioni di euro. Quest'ultimo si è sempre professato innocente e ha dichiarato di aver subito da parte del comico romano una campagna denigratoria, a seguito della quale lo ha denunciato per diffamazione. Adesso è stata fissata un'udienza pre-dibattimentale per febbraio, nella quale entrambi sapranno se dovranno rispondere delle rispettive accuse.

L'udienza pre-dibattimentale prevista per febbraio

La Procura, infatti, ha imputato Fabio Censi di truffa per un milione e 915mila euro e Maurizio Battista di diffamazione. Entrambi, quindi, sono stati citati in giudizio ed è stata fissata l'udienza predibattimentale a febbraio. Sarà in quella circostanza che, quindi, il giudice stabilirà se entrambe le parti dovranno finire sotto processo.

Cosa è successo tra Battista e Fabio Censi

La questione è stata sollevata lo scorso marzo da Maurizio Battista, che in alcuni video sui social, ha iniziato ad inveire contro un personaggio non bene identificato, rivolgendosi con parole come "truffatore, ladro, disonesto", annunciando poi la successiva denuncia rivolta all'ex manager. Parole che hanno portato l'ex manager ad agire con una denuncia per diffamazione e stalking. Il comico romano, infatti, lo aveva accusato pubblicamente di truffa, per avergli sottratto circa due milioni di euro che avrebbe guadagnato con gli spettacoli al Teatro Olimpico. Censi, quindi, dichiarandosi innocente ha chiesto che a Battista fosse imposto un divieto per utilizzare i social, per screditarlo. Il legale di Censi, intanto, è intervenuto sulla questione, dichiarando che sarà chiamato un consulente che possa dimostrare l'innocenza del suo assistito, aggiungendo che da parte del comico non si sono placate le offese pubbliche. Nel frattempo, nella vicenda è entrata anche l'Agenzia delle Entrate che, infatti, ha chiesto un pignoramento presso terzi al comico, chiedendo la cifra di un milione e 800mila euro.

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