Archiviata la denuncia di Fedez contro Giletti: “I suoi contatti con Lucci sono un dato incontestabile”

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Massimo Giletti annuncia la sua vittoria giudiziaria contro Fedez a Lo stato delle cose: il Tribunale di Milano ha archiviato la sua denuncia per diffamazione. Poi l’invito del conduttore: “Se vieni da me in trasmissione, vengo a Pulp Podcast”.

Nella puntata di lunedì 26 ottobre de Lo Stato delle Cose, Massimo Giletti ha scelto di rispondere a Fedez, che ai microfoni del suo inviato aveva bollato come "feccia" il lavoro d'inchiesta condotto dal giornalista. Una replica arrivata in contemporanea con una notizia sul fronte giudiziario che vede il rapper incassare una battuta d'arresto legale non indifferente.

Proprio nelle stesse ore, infatti, il Tribunale di Milano ha disposto l'archiviazione del procedimento per diffamazione intentato da Fedez nei confronti di Giletti, di Moreno Pisto e di Enrico Lupino. Al centro della querela c'erano i servizi mandati in onda dal programma a partire dal marzo del 2025, incentrati sui suoi rapporti con certi ambienti della malavita milanese, con un focus particolare sul legame con Luca Lucci, capo ultrà della Curva Sud del Milan.

La decisione del Tribunale di Milano

Nella sua denuncia, il cantante aveva contestato la ricostruzione giornalistica, sostenendo che i servizi avessero dipinto un quadro distorto della realtà e leso la sua reputazione. Nel mirino di Fedez erano finite le allusioni a presunti affari e iniziative imprenditoriali – dall'apertura di un franchising di barberie in zona Duomo alla gestione dei chioschi di San Siro fino all'acquisizione della nota discoteca Old Fashion -, sottolineando che in molti casi si trattava di progetti mai concretizzati realmente. A pesare sulla querela erano anche i riferimenti a vicende di cronaca nera, come il pestaggio del personal trainer Cristiano Iovino, accostamenti che a dire del rapper avrebbero costruito un'aura di colpevolezza nei suoi confronti.

Tuttavia, la decisione del giudice per le indagini preliminari ha dato ragione a Giletti. Il tribunale ha stabilito che i servizi costituiscono un legittimo esercizio del diritto di cronaca, rispettando pienamente i requisiti di verità, pertinenza e continenza. Nelle motivazioni, il giudice ha sottolineato che il programma ha attinto a dati di fatto inseriti in atti giudiziari – incluse le intercettazioni telefoniche.

Giletti: "I suoi contatti con Lucci sono un dato incontestabile"

Forte di questo verdetto, Giletti ha aperto la puntata tornando proprio sulla notizia, comunicatagli dal suo avvocato solo poche ore prima. "Se usassi le parole tue, Federico, che dici che io faccio feccia, ti rispondo che tu la feccia la frequenti", ha esordito in studio, brandendo il documento arrivato dai legali. Poi è entrato direttamente nel merito del provvedimento:

Oggi sei stato fortunato perché dall'avvocato mi è arrivata la sentenza di archiviazione di tutto quello che avevi chiesto, con una motivazione precisa: l'esistenza di contatti tra i soggetti è un dato incontestabile, e il fatto che gli affari non siano mai stati realizzati in concreto è un aspetto che il giudice definisce secondario.

Il conduttore ha poi ha fatto i nomi delle persone vicine al rapper: da Christian Rosiello (condannato a 3 anni e 8 mesi) ad Alex Cologno (condannato a 2 anni e 10 mesi), fino all'affondo su Luca Lucci, già condannato a 10 anni e gravato da ulteriori contestazioni per traffico internazionale di droga: "Non è un problema mio se, facendo un'inchiesta sulla ‘ndrangheta, emergono circostanze anomale o contatti stretti e incontestabili tra te e soggetti come Lucci, come certificato anche dalle carte arrivate oggi". Poi, l'invito al rapper: "Mi inviti a Pulp Podcast, io son più vecchio: magari vieni prima da me e poi io vengo".

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