Luisa Amatucci, Silvia di Un Posto al Sole: “Ho un tumore all’endometrio, l’ho scoperto per caso”

Luisa Amatucci ha deciso di mettere la sua esperienza al servizio di una causa fondamentale: la prevenzione. L'attrice, che dal 1996 presta il volto a Silvia Graziani nella soap cult di Rai 3 Un Posto al Sole, ha raccontato la sua esperienza personale con un tumore all'endometrio. Lo ha fatto all’ospedale Andrea Tortora di Pagani, durante un’iniziativa dedicata agli screening gratuiti in occasione della Giornata internazionale della donna.
L'annuncio di Luisa Amatucci
Insieme alla collega Daniela Ioia (la Rosa Picariello della serie), Amatucci ha voluto testimoniare quanto una diagnosi precoce possa cambiare il corso di una vita. Nonostante sia sempre stata attenta ai controlli, la scoperta della malattia è arrivata in modo del tutto fortuito: “Ho scoperto di avere questo tumore all’endometrio per puro caso”, ha svelato l'attrice durante l'incontro. Un’ammissione che serve a sottolineare quanto il monitoraggio costante sia l'unica vera arma a disposizione: “Sono una persona che ha sempre fatto prevenzione. La primissima cosa è amarsi, perché solo amando se stesse si può riuscire ad amare tutto ciò che ci circonda, a partire dalle persone che abbiamo vicino”.
Nipote d'arte di Isa Danieli, Luisa Amatucci è una colonna portante della serialità italiana. La sua testimonianza sulla malattia arriva dopo un periodo particolarmente doloroso: nel febbraio 2024, l'attrice ha dovuto dire addio al compagno di una vita, Gianni Netti, storico proprietario della vineria “Il Mantegno” nel cuore di Napoli.
Cos’è il tumore all’endometrio
Il tumore dell’endometrio colpisce il tessuto che riveste la parte interna dell’utero. È una patologia che rappresenta circa il 6% delle neoplasie femminili e che si manifesta prevalentemente dopo la menopausa. Fortunatamente, come sottolineato durante la giornata di sensibilizzazione a Pagani, la prevenzione secondaria (screening e visite mirate) permette spesso di individuare il male nelle sue fasi embrionali, garantendo l'accesso a terapie estremamente efficaci.