Le cause della morte di Tim Curry: malattia coronarica dopo ictus e tumore. Disse: “Può essere confortante andarsene”
A otto giorni di distanza è stata resa nota la causa della morte di Tim Curry. L’attore britannico, celebre per aver interpretato Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show e Pennywise nella miniserie It, è morto a 80 anni lo scorso 25 agosto nella sua casa di Toluca Lake, a Los Angeles. Secondo i documenti del Los Angeles County Department of Public Health ottenuti da PEOPLE, la causa della morte è una malattia coronarica.
Il certificato di morte indica inoltre un precedente ictus e un tumore al rene tra le condizioni significative che hanno contribuito al decesso, senza però identificarle come causa sottostante. Il documento specifica anche che non sono stati effettuati interventi per nessuna delle patologie riportate. È la prima informazione ufficiale sulle condizioni che hanno portato alla morte dell’attore. La notizia della sua scomparsa era stata diffusa il 26 agosto dalla manager e amica di lunga data Marcia Hurwitz, senza che inizialmente fosse indicata una causa del decesso.
La presenza dell’ictus nel certificato riporta a uno degli episodi che avevano maggiormente segnato gli ultimi anni della vita di Curry. Nel 2012 l’attore era stato colpito infatti da un grave ictus che aveva avuto conseguenze importanti sulla sua mobilità. Nonostante le difficoltà, aveva continuato a lavorare, concentrandosi soprattutto sul doppiaggio e mantenendo negli anni un rapporto con il pubblico attraverso eventi e convention. Nel 2025, in occasione delle celebrazioni per il 50esimo anniversario di The Rocky Horror Picture Show, aveva parlato pubblicamente della sua salute, raccontando di non riuscire ancora a camminare e di avere problemi alla gamba sinistra.
Curry aveva anche ricordato l’episodio del 2012 e il momento in cui si era accorto che qualcosa non andava. A chiamare i soccorsi era stato il massaggiatore che si trovava con lui, intuendo che la situazione fosse più seria di quanto lo stesso attore avesse inizialmente pensato.
Il divo di Hollywood parlò dei suoi problemi di salute, con il suo caratteristico senso dell'umorismo, nella sua autobiografia del 2025 dal titolo Vagabond . "Cerco di evitare di lamentarmi troppo. (Preferisco farlo il giusto)", scrisse, "ma avrei materiale per farlo: mentre scrivo queste righe sono costretto su una sedia a rotelle, non essendo mai più riuscito a camminare". In seguito aggiunse di aver scelto l'ottimismo dopo aver sperimentato "ogni tipo di atteggiamento" perché era "noioso e fastidioso vivere nell'oscurità più totale".
Durante la promozione di Vagabond, nell'ottobre del 2025, a meno di un anno dalla sua morte, Curry ha parlato apertamente del raggiungimento di un'età che non si aspettava di vivere dopo l'ictus che lo aveva colpito nel 2012. "Non temo la morte", dichiarò alla CBS News, "cerco di evitarla, come credo facciamo tutti, ma sospetto che alla fine la accoglierò". Quando gli è stato chiesto cosa intendesse, ha risposto: "Beh, penso che possa essere molto confortante andarsene, e voglio meritarmelo".