Fabrizio Corona rilancia Falsissimo dopo il blocco da Mediaset: “Fuori domani con 30 minuti inediti”

Ospite di una discoteca, Fabrizio Corona ha annunciato che domani, lunedì 2 febbraio 2026, pubblicherà nuovamente la puntata di Falsissimo rimossa da Youtube per violazione di copyright, con 30 minuti inediti. "Quei porci di Mediaset mi hanno cancellato la puntata. Io lunedì la rimetto, e ci metto delle cose più gravi ca**o" ha dichiarato a gran voce ai suoi fan presenti nel locale. Il video è stato pubblicato tra le sue stories di Instagram: la puntata, ha annunciato, sarà pubblicata lunedì 2 febbraio 2026, alle 21 sul suo canale Youtube con 30 minuti inediti rispetto a quanto pubblicato una settimana fa. Queste le parole di Corona:
Lunedì 2 febbraio "Il prezzo del successo parte finale" (quella censurata). Fuori ore 21, con 30 minuti nuovi. Stiamo settando tutto il canale Youtube per evitare agguati del potere che ci vuole spegnere. Cinque giorni e torna tutto come prima, meglio di prima.

Le puntate di Falsissimo che riguardavano Alfonso Signorini, Gerry Scotti e Pier Silvio Berlusconi sono state bloccate e rimosse dopo che Youtube ha accolto la segnalazione di Mediaset che ha accusato l'ex re dei paparazzi di violazione del copyright. Quattro video, in particolare, di proprietà dell'azienda erano stati inseriti nelle puntate, e diventati oggetto del claim. Tra questi l'intervista ad Andrea Sempio a Verissimo dell'11 gennaio. Corona, se dovesse utilizzare di nuovo materiali di proprietà Mediaset con lo strike attivo, potrebbe avere conseguenze più pesanti della cancellazione del singolo video: al terzo strike scatta, infatti, la chiusura definitiva del canale. Intanto, i manager di Google sono finiti sotto inchiesta, "indagati per atto dovuto dalla procura di Milano per concorso in diffamazione e ricettazione" sulla base di un esposto dei legali di Alfonso Signorini. Gli avvocati del conduttore sostengono che Google abbia pubblicato un "bene sottratto illegalmente" (ovvero le chat tra Signorini e Medugno) nonostante le ripetute richieste al Web Hosting di rimuovere i contenuti diffamatori e i documenti ottenuti in maniera illecita. Non è indagata, invece, la società.