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È morto l’attore Ahn Sung-ki, volto simbolo del cinema coreano: recitò in Silmido e La battaglia di Hansan

Ahn Sung-ki si è spento all’età di 74 anni, da tempo conviveva con una forma di leucemia. Dai successi di Hollywood ai record di premi, scompare un’icona mondiale capace di interpretare oltre 130 film.
A cura di Sara Leombruno
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Il mondo del cinema piange la scomparsa di Ahn Sung-ki, l’attore che più di ogni altro ha saputo incarnare l’anima e le trasformazioni della Corea del Sud sul grande schermo. Si è spento a 74 anni presso l’ospedale Soonchunhyang di Seul, dove era ricoverato per complicazioni legate alla leucemia, condizione con la quale conviveva da diverso tempo. La notizia del decesso è stata confermata dalla sua agenzia, la Artist Company.

La carriera di Ahn Sung-ki

Nato a Daegu nel 1952, Ahn Sung-ki ha trascorso quasi l’intera esistenza davanti alla macchina da presa. Il suo debutto è avvenuto a soli cinque anni in The Twilight Train, ma è nel 1960 che ha ottenuto la fama internazionale grazie a La domestica (The Housemaid) di Kim Ki-young. La pellicola è considerata una pietra miliare della cinematografia coreana, tanto da essere stata riscoperta e restaurata in anni recenti sotto l'egida della World Cinema Foundation di Martin Scorsese.

Dopo una parentesi dedicata agli studi universitari, il suo ritorno sulle scene negli anni '70 ha dato il via a un’ascesa costante. Con una filmografia che conta oltre 130 titoli, Ahn è stato il ponte tra il cinema classico e la moderna Korean Wave. Recentemente, il pubblico lo ha apprezzato nel ruolo del veterano e saggio comandante Eo Young-dam nel film La battaglia di Hansan (Hansan: Rising Dragon, 2022), dove la sua interpretazione ha dato profondità e autorità a uno dei momenti più celebrati della storia coreana.

Ahn Sung–ki in La battaglia di Hansan
Ahn Sung–ki in La battaglia di Hansan

Il successo internazionale e il riconoscimento a Hollywood

In Italia e in Occidente, il suo profilo è legato a opere di grande impatto come Silmido (2003) — il primo film nella storia della Corea del Sud a superare la soglia dei 10 milioni di spettatori — e alle prestigiose collaborazioni con il regista Im Kwon-taek in film come Mandala e Le montagne di Taebaek. La sua caratura globale è stata sancita definitivamente nel 2012 quando, insieme alla star Lee Byung-hun, è stato il primo attore coreano a imprimere le proprie impronte nel cemento del Grauman's Chinese Theatre di Hollywood. Un traguardo storico che ha spianato la strada al riconoscimento globale della cultura pop coreana di cui oggi siamo testimoni.

Il record di premi e l'impegno civile

Ahn Sung-ki detiene tuttora un primato straordinario: ha vinto per ben cinque volte il Grand Bell Award (il principale premio cinematografico sudcoreano) come miglior attore protagonista. Ma la sua eredità non si limita ai premi. È stato una figura di riferimento per la categoria, ricoprendo la carica di presidente della Korean Film Actors Association e dedicandosi con continuità al lavoro umanitario come rappresentante dell'Unicef.

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