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È morto don Antonio Mazzi, il prete fondatore di Exodus aveva 96 anni

È morto a 96 anni don Antonio Mazzi, tra i più celebri sacerdoti italiani che fu fondatore della comunità di recupero Exodus.
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È morto oggi circondato dai suoi ragazzi, quelli che aveva aiutato per tutta la vita, don Antonio Mazzi, sacerdote tra i più famosi in Italia e fondatore della comunità Exodus. Aveva 96 anni. Le sue condizioni di salute si erano aggravate nelle ultime settimane, durante le quali era stato ricoverato due volte. I funerali saranno celebrati lunedì 3 agosto nella chiesa di Sant'Ambrogio, a Milano.

Mazzi aveva espresso la volontà di non restare solo ed è rimasto fino ai suoi ultimi istanti di vita circondato dalle persone a lui più care, i suoi assistenti e i giovani della sua comunità, nella sua casa sita nella Cascina del Parco Lambro che era stata la sua residenza negli ultimi 40 anni. Nella giornata di ieri, don Mazzi aveva guardato la tv mentre nella giornata di oggi è stato colto da una crisi irreversibile che ha spinto i medici che lo stavano assistendo a praticare la sedazione per accompagnarlo.

L'impegno di don Antonio Mazzi nel sociale

Il nome di don Antonio Mazzi resterà legato soprattutto a Exodus, il progetto nato all'inizio degli anni Ottanta per offrire una possibilità a chi era finito nel tunnel della droga. L'intuizione arrivò dopo il trasferimento a Milano, dove, alla guida dell'Opera don Calabria, si trovò davanti all'emergenza dell'eroina che in quegli anni travolgeva centinaia di ragazzi, soprattutto nella zona del Parco Lambro. Da quell'esperienza prese forma una comunità fondata sul recupero dalle dipendenze oltre che sul lavoro, lo sport e la condivisione. Nel 1984 il Comune di Milano affidò a Exodus la Cascina Molino Torrette, diventata il simbolo dell'associazione.

Molto prima di diventare un punto di riferimento nel mondo del sociale, don Mazzi era cresciuto a Verona, dove era nato il 30 novembre 1929. Rimasto senza padre da bambino, fu la madre a mandarlo in seminario. Alla formazione religiosa affiancò lo studio della psicologia, della psicoanalisi e della pedagogia, convinto che per educare fosse necessario prima comprendere le persone. Nel corso della sua vita è stato anche giornalista professionista, autore di libri e volto televisivo, soprattutto grazie a Domenica In con Mara Venier,  ma la notorietà è sempre rimasta in secondo piano rispetto all'impegno nelle comunità. Negli ultimi anni aveva concentrato le sue energie sul futuro di Exodus, con l'obiettivo di garantire continuità a un'esperienza costruita in oltre quarant'anni di lavoro accanto ai giovani più fragili.

Che cos’è la comunità Exodus

Exodus è il nome di un progetto educativo, avviato proprio da don Mazzi, che da oltre quarant'anni accompagna giovani e adulti in difficoltà. Nato per rispondere all'emergenza della tossicodipendenza, nel tempo ha esteso il suo impegno anche a chi affronta dipendenze comportamentali, disagio psicologico e situazioni di emarginazione. Il percorso proposto si basa sulla vita in comunità, sul lavoro, sullo sport e sulla condivisione delle responsabilità, con l'obiettivo di aiutare le persone a ritrovare autonomia e fiducia in se stesse. Oggi Exodus è presente in diverse regioni italiane con comunità residenziali, servizi sul territorio e progetti dedicati ai giovani e alle famiglie.

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