È morto Béla Tarr, il regista di Satantango aveva 70 anni

Si è spento all'età di 70 anni, dopo una lunga malattia, il regista ungherese Béla Tarr, che ha firmato film piuttosto noti da pubblico e critica come Satantango e Almanacco d'autunno. A darne notizia, attraverso un comunicato stampa, è il sindacato dei registi ungheresi.
Il cinema di Béla Tarr
Era nato nel 1955 nella città di Pécs, per poi spostarsi a Budapest, dove ha vissuto quasi tutta la sua vita. Per un periodo ha lasciato la capitale ungherese per spostarsi a Sarajevo, dove era stato chiamato per prendere le redini di una scuola di cinema. Il suo modo di stare dietro la macchina da presa l'ha reso riconoscibile nel panorama cinematografico europeo: l'uso di lunghi piani sequenza e la scelta del bianco e nero per la maggior parte delle sue opere, sono i suoi tratti caratteristici della sua arte.
Ha iniziato l'attività registica a 16 anni, quando si dilettava a produrre cortometraggi, mentre era impegnato come custode per la Casa per la cultura e il divertimento. Il suo debutto cinematografico avviene nel 1979 con il film Nido familiare, a cui seguirono altre pellicole come Perdizione e il film Satantango, tratto dall'omonimo libro di László Krasznahorkai, vincitore del Premio Nobel per la letteratura 2025. Particolarità di questo film è la sua durata che tocca le sette ore e mezza, oltre che la struttura in dodici parti e capitoli con i quali il regista raccontava l'andamento del tango.
Gli ultimi anni tra impegni cinematografici e formazione
Nella sua carriera, altri sono stati i film da lui diretti, come Le armonie di Werckmeister, L'uomo di Londra e nel 2011 vince l'Orso d'argento al Festival di Berlino con il film Il cavallo di Torino, in cui è rappresentata una metafora della violenza che gli uomini perpetrano ai danni dei loro, assetati da una smania di conquista e dominio. Negli ultimi anni di attività, Béla Tarr si era completamente dedicato alla formazione, non solo gestendo la film factory di Sarajevo, ma tenendo workshop nelle principali scuole di cinema del mondo, agli aspiranti registi era solito dire:
Abbiate una voce vostra, siate voi stessi e mandate a quel paese l’industria cinematografica. Se non avete soldi non importa: girate con l’iPhone, montate al computer, diffondete su internet. L’unica cosa che conta è essere liberi. Che tutti siano liberi.