Disposta perizia medica per Vittorio Sgarbi: dovrà stabilire se è in grado di decidere autonomamente

Disposta una perizia medica per Vittorio Sgarbi. A deciderlo il Tribunale di Roma nel corso dell'udienza che si è tenuta lo scorso 27 gennaio. L'obbiettivo è stabilire se il noto critico d'arte "sia in grado di comprendere il significato e le conseguenze personali, patrimoniali e giuridiche, delle decisioni di particolare complessità e rilevanza". Solo qualche mese fa la decisione del giudice di non assegnarli un amministratore di sostegno, dopo la richiesta avanzata dalla figlia Evelina Sgarbi.
Vittorio Sgarbi dovrà quindi sottoporsi a una perizia medica con un periodo di osservazione che terminerà il prossimo 31 maggio. Il giudice ha nominato un consulente tecnico di ufficio e una psicologa psicoterapeuta per accertare se il giornalista presenti "condizioni psicologiche, psicopatologiche o cognitive tali da incidere sulla capacità di autodeterminarsi". La misura risponde alla richiesta avanzata dalla figlia Evelina, che prima aveva richiesto per il padre un amministratore di sostegno (che le era stato negato) e poi una valutazione delle sue condizioni mentali. Sgarbi sarà ascoltato per la prima volta entro il 15 febbraio 2026.

"Noi come difesa di Evelina Sgarbi ci siamo opposti a questa richiesta, che a nostro parere non ha senso e che inoltre viola apertamente il contraddittorio. Siamo soddisfatti del fatto che la giudice abbia negato la secretazione dei documenti e consentendo così di avere accesso alle cartelle cliniche", ha fatto sapere la difesa di Evelina dopo l'udienza. Uno dei punti chiave degli ultimi mesi era il fatto che alla ragazza non venisse dato accesso alle cartelle cliniche del padre e che per questo motivo non sapesse quali fossero le sue condizioni di salute. "Abbiamo ribadito sin dall'inizio che questa non è una disputa economica. Non ha bisogno di nessun tipo di azione Evelina, è già nell'asse ereditario", ha continuato l'avvocato.