
La tragedia non si preannuncia mai, non chiede permesso, arriva e irrompe, squarciando la normalità, qualunque cosa stia accadendo o suonando. Il video più visto delle ultime ore è l'assurda uccisione di un uomo nelle strade di Minneapolis, sparato dagli agenti dell'ICE, l'agenzia federale sull'immigrazione che, in particolare nelle ultime settimane, sta sconvolgendo gli Stati Uniti e indignando l'opinione pubblica di mezzo mondo.
Col passare delle ore sono emersi diversi video dell'accaduto, ma il primo ad essere pubblicato è quello ripreso da un locale vicino al luogo dell'uccisione, da cui emerge un dettaglio particolare che, nella sua apparente irrilevanza, aggiunge alla scena un elemento ulteriore di assurdità. Si tratta della canzone in sottofondo, Nessuno vuole essere Robin di Cesare Cremonini, casualmente in riproduzione mentre si consuma davanti agli occhi del mondo un atto che terrorizza e dà la misura dell'assurdo che sta diventano norma dall'altra parte dell'Oceano.
Una breve clip ripresa da un telefono, che si somma alle tante altre di denuncia che arrivano dagli Stati Uniti in questi giorni, cui si aggiunge un sottofondo musicale utile a rendere il momento ancora più drammatico di quanto non sia già, proprio per la distonia tra ciò che si vede, le grida di chi è sconvolto dalla scena cui sta assistendo e la colonna sonora.
Una manciata di secondi che restituiscono involontariamente il senso dello scorrere quotidiano sospeso all'improvviso da un evento totalmente illogico e che, per questo, destinato a rimanere impresso. Ancor di più per noi italiani che attribuiamo a quella canzone un senso profondo: un uomo ucciso e la canzone di un noto cantautore italiano che riflette sulla condizione di solitudine imposta dalla società contemporanea, affetta da un profondo narcisismo e in cui nessuno vuole sentirsi una persona "comune". Sembra un film o una serie Tv, ma è realtà.