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Corona e l’ospitata a Verissimo da Toffanin nel 2009, Signorini disse: “Finalmente un ritratto di Fabrizio moderato”

Dagli archivi rispunta un’intervista di Silvia Toffanin all’ex agente fotografico prima della condanna in primo grado a 3 anni e 8 mesi di carcere per estorsione. Un ritratto “inedito”, come lo definì il programma, con tanto di commento di Alfonso Signorini, tra sorrisi, domande sulla fede e desiderio di matrimonio. Uno scenario dissonante rispetto al presente.
A cura di Massimo Falcioni
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Gli archivi regalano sempre perle. Filmati dimenticati, inaspettati, che spesso riportano a galla un passato un passato che cozza col presente. E le beffe, in questo senso, sono spesso dietro l’angolo. Capaci di strappare un sorriso di fronte alle notizie di queste settimane riferite all’attacco che Fabrizio Corona ha sferrato contro Alfonso Signorini.

Una battaglia senza esclusione di colpi, partita prima di Natale e tutt’ora centrale nel dibattito mediatico. Da una parte l’accusa rivolta all’ex conduttore del “Grande Fratello” di utilizzare la propria posizione di potere per richiedere favori sessuali in cambio della partecipazione al programma; dall’altra la denuncia per ipotesi di revenge porn per la pubblicazione delle chat private dello stesso Signorini, che attraverso i suoi legali ha definito “calunniosa e diffamatoria” la campagna di Corona: “È noto il principale responsabile di questa surreale e virulenta aggressione, soggetto che – nonostante le precedenti condanne penali – oggi vorrebbe assumere le vesti di giudice e pubblico ministero, imponendo proprie regole per un tornaconto personale e non certo per l'interesse di Giustizia”.

Tensione crescente e fronti sempre più distanti, con l’opinione pubblica spaccata letteralmente a metà. Uno scenario che rende ancora più disorientante il recupero di un’intervista che Corona rilasciò a “Verissimo” nel dicembre 2009.

Il racconto di un ritratto "assolutamente inedito"

Un ritratto “assolutamente inedito”, come lo definirono all’epoca i promotori, realizzato prima della sentenza di primo grado che condannò l’agente fotografico a 3 anni e 8 mesi di carcere per estorsione, ma mandato in onda in seguito.

Al timone di “Verissimo” c’era – come adesso – Silvia Toffanin, altro bersaglio di Corona, così come il marito Pier Silvio Berlusconi, a capo di quella Mediaset alla quale ha ufficialmente dichiarato guerra.

Una sequenza dell’intervista datata 2009.
Una sequenza dell’intervista datata 2009.

“La mia vita è sempre stata particolare, ho fatto tantissime cose”, affermò un rilassato Corona. “A 35 anni ho fatto quasi tutti i lavori: giornalista, montatore, regista, attore, imprenditore, ho scritto libri, mi mancano poche cose. Ho raggiunto sempre il massimo, ma tutto quello che costruivo lo distruggevo. E anziché buttarmi giù mi riprendevo”. Parole che provocarono la reazione della padrona di casa: “Sei come l’araba fenice, risorgi”.

Poi ecco la domanda sulla fede, con annessa risposta accomodante: “Sono credente, in carcere mi sono riavvicinato alla fede. Uscito dal carcere mi ero ripromesso di tornare ad essere un uomo di fede. Non l’ho fatto”. La chiacchierata proseguì, con accenni a Belen Rodriguez, allora sua fidanzata: “Non mi vergogno a dirlo, ma questa storia è la più importante della mia vita, non sono mai stato così bene in vita mia”. Corona a quel punto si tirò su la maglietta per mostrare il tatuaggio dedicato alla dolce metà.

"Quando tu ami una persona, vuoi per prima cosa la sua felicità”, insistette Corona. “Forse la sposerò, prima però devo risolvere i miei problemi legali. Poi mi piacerebbe avere un altro figlio, magari una bambina". Non si sarebbe verificata né l’una, né l’altra situazione.

I complimenti di Alfonso Signorini

Signorini si complimenta con Silvia Toffanin per l’intervista: "È un ritratto inedito di Fabrizio".
Signorini si complimenta con Silvia Toffanin per l’intervista: "È un ritratto inedito di Fabrizio".

Al rientro in studio, fu la volta dei commenti. E a dire la sua chi apparve? Sì, Signorini: “Parlo da direttore – sentenziò, rivolgendosi alla Toffanin – devo farti i complimenti perché sei riuscita ad offrire al telespettatore finalmente un ritratto di Corona moderato. Credo che Fabrizio ti sia debitore”.

Non c’è passaggio che, riletto oggi, non provochi un comprensibile straniamento. Difficile credere alla tesi della vendetta da parte di Corona (“Sono entrato in quel sistema che ha distrutto mio padre con il fine unico di distruggerlo dall’interno”) e, al contempo, impossibile non biasimare chi per anni ha corteggiato il “male”, salvo poi accorgersi della sua pericolosità.

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