Assolto Simone Riccioni, investì un’anziana che morì dopo l’impatto: per il giudice “il fatto non costituisce reato”

Si chiude con un’assoluzione piena il calvario giudiziario di Simone Riccioni. L’attore 37enne, originario di Corridonia, era finito sul banco degli imputati con la pesante accusa di omicidio stradale a seguito di un tragico incidente avvenuto nel novembre del 2017. Nella giornata di giovedì 5 febbraio, il Tribunale di Macerata ha emesso la sentenza: l'attore è stato assolto perché "il fatto non costituisce reato".
L'incidente sotto la pioggia
I fatti risalgono a una serata di pioggia battente di otto anni fa. Riccioni era alla guida della sua Audi Q5 lungo via Piani Rossi quando, nell'oscurità, si era trovato davanti l'84enne Giuseppina Tentella. La donna stava attraversando la carreggiata e si trovava ormai quasi sul bordo opposto quando era avvenuto l'impatto. Secondo le ricostruzioni emerse in aula, l’attore tentò una manovra disperata sterzando a sinistra per evitare l’anziana, ma l'urto fu inevitabile. Fu lo stesso Riccioni a scendere immediatamente dall'auto per soccorrere la donna, cercando di proteggerla dall'acqua che allagava il prato dove era stata sbalzata, in attesa dei soccorsi. L'84enne morì in ospedale circa due mesi dopo per le complicanze dei traumi riportati.
La battaglia in aula: la velocità era regolare
Nonostante il Pubblico Ministero avesse chiesto una condanna a due anni di reclusione, sostenendo che la velocità non fosse commisurata alle condizioni meteo, la difesa ha ribaltato il quadro. Gli avvocati dell'attore hanno dimostrato che la condotta di guida di Riccioni era stata "irreprensibile": l'auto viaggiava entro i limiti di X km/h previsti in quel tratto. Il giudice Federico Simonelli ha accolto la tesi difensiva, sollevando l'attore da ogni responsabilità penale per la morte dell'anziana. Una sentenza che mette fine a un processo durato anni e che ha visto la partecipazione dei familiari della vittima come parte civile.
L'attore – nato in Uganda da genitori marchigiani – nel 2025 si era raccontato in una lunga intervista a Fanpage in cui spiegò di essere stato vittima di bullismo proprio per le sue origini: "Ero uguale a loro, ma mi dicevano che ero uno sporco n***, un mangia banane, dimostrando l’insensatezza e la crudeltà del bullismo”. Ora, questa assoluzione segna per lui un altro nuovo inizio.