Anna Foglietta al Premio Strega cita Pasolini, poi l’appello: “Bisogna essere consapevoli. Palestina Libera”

Nella serata di ieri, durante la premiazione del Premio Strega, in diretta su Rai3 da Villa Giulia a Roma, Anna Foglietta è stata protagonista di un monologo, intenso, incentrato sulla pace. L'attrice ha citato Pierpaolo Pasolini e in conclusione ha rivolto un appello, rivolto a tutti, per adoperarsi affinché la Palestina sia libera.
Il monologo di Anna Foglietta al Premio Strega 2025
Poco prima della proclamazione del vincitore, Andrea Bajani con L'anniversario, l'attrice Anna Foglietta rievoca in un monologo la figura e la libertà di pensiero di Pierpaolo Pasolini, di cui quest'anno cadono i cinquant'anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel novembre del 1975. L'intervento, intenso e oltremodo significativo, vuole soffermarsi sulla necessità di ogni individuo di fare la propria parte, allontanandosi dalle congetture che hanno inaridito la società:
Le guerre si consumano ovunque, nelle strade, nelle piazze, nei nostri posti di lavoro, nelle nostre teste e ci rendiamo conto di quanto la pace non sia soltanto un’idea astratta, ma una pratica quotidiana. Pasolino, con il suo sguardo acuto e impietoso, avrebbe smascherato le ipocrisie, i compromessi, l’indifferenza che molto spesso accompagna le nostre dichiarazioni cariche di buone intenzioni. Io penso che Pasolini non avrebbe taciuto, come non ha mai taciuto. Avrebbe detto che la pace è una responsabilità e non certo uno slogan, che la cultura del consumo, dell’individualismo e della distrazione di massa, tutti temi che lui ha già affrontato, ai suoi tempi, sono la radice di una guerra invisibile, ma altrettanto pericolosa e devastante.
Foglietta prende Pasolini come esempio, guardando alla pace e alla necessità di seminare e inculcare valori importanti e fondanti di ogni epoca:
Pasolini avrebbe alzato la voce, non per urlare, ma per farsi ascoltare, con la sua poesia, con il suo cinema, i suoi articoli scomodi, ci avrebbe forse ricordato che la vera rivoluzione è l’etica e che l’etica va insegnata e non tradita, che la pace non si dichiara, non si impone, ma si costruisce, si semina. E allora oggi in questo tempo così spaventoso, per cominciare a seminare è fondamentale non restare neutrali, non dobbiamo accontentarci della condanna generica alla guerra, ma bisogna costruire ogni giorno gesti concreti di giustizia, dialogo, cura, gesti di verità e responsabilità e responsabilmente dobbiamo cercare una strada per poter dire che questo viaggio non l’abbiamo fatto solo per noi, questo viaggio che è la vita, l’abbiamo fatto per tutti.
La chiosa, poi, citando ancora lo scrittore prima di rivolgere un appello per quanto si sta consumando in Medio Oriente: "E concludo con un pensiero di Pasolini, l'ennesimo pensiero giusto: vi sono momenti della storia in cui non si può essere inconsapevoli, bisogna essere consapevoli. E non esserlo equivale a essere colpevoli, Palestina libera".